Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non è un prodotto editoriale ex lege 62 del 7-3-2001.

Il blogger è un cantastorie che racconta miti, favole e gli eventi mirabili di mondi lontani che ha avuto ventura di visitare. Molte volte tutto ciò è solo nella fantasia del cantastorie e moltissime volte nessuno ascolta le sue fole.

I testi contenuti nel blog sono frutto della mia mente bacata (come diceva mia mamma buonanima) e se qualcuno li vuole utilizzare deve usarmi la cortesia di dire che sono i miei.. ci tengo.. GRAZIE

ah ... se non si è capito sono di sinistra e tanto ma tanto fazioso

Per la scorrettezza di qualcuno sono costretto mio malgrado ad inserire la moderazione dei commenti. Mi dispiace inserire questa forma di controllo, ma non posso tollerare di essere offeso da anonimi senza coraggio nascosti dietro l'anonimato.



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Nome: Raffaele Abbate
L’autore nasce nella prima metà del secolo scorso in una piangente cittadina di provincia (Benevento). Riceve una educazione libera (non giocare a pallone che sudi, non ti toccare che diventi cieco, non guardare quelle signore sul ciglio della strada che prendi le malattie) e compie brillantemente gli studi superiori in Liceo Classico della provincia di Napoli al cui confronto l'orfanotrofio di Davide Copperfield è un asilo Montessori. Frequenta l'università di Napoli a metà degli anni ‘60 e viene vagamente sfiorato dal ‘68. Si laurea e entra nella pubblica amministrazione. Malgrado “la capa fresca†ha fatto una brillante carriera all’INPS dove ignoravano ovviamente quest'aspetto della sua personalità (navigatore di internet, chattarolo, blogger, grafomane). Dal mese di maggio del 2003 è tornato libero e si è dedicato alla scrittura. Ha già pubblicato una raccolta di racconti noir dal titolo I FETENTI. E' uscito da poco il suo primo romanzo dal titolo LA TANA DEL SALMONE.

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Feaci poesia

venerdì, 30 giugno 2006

LE MANI

In un articolo su Repubblica di oggi si parla di mani di personaggi importanti.

Poichè sono megalomane
ecco le mie mani
mentre firmo un autografo sulla prima pagina de I  Fetentl


postato da: mianonnaincarriola alle ore 14:42 | link | commenti (8)
categorie: vanità

TRAGUARDO

Sono settantamila  accessi
e non è davvero male ...


mi faccio le congratulazioni
postato da: mianonnaincarriola alle ore 14:27 | link | commenti (4)
categorie:

Memorie cacopediche: L'avvocato Italo Q e l'innominabile

Altro personaggio indimenticabile dei miei ricordi scolastici è l'Avvocato Italo Q. professore di storia e filosofia.
Non si sa bene in base a quale paradosso legislativo,  ai miei tempi gli avvocati, pur non avendo mai sostenuto alcun esame di storia e di filosofia, potevano insegnare queste due materie. Ciò avveniva solo  in base solo ai loro ricordi scolastici con risultati molte volte sconcertanti ed altre volte comici.
E' il caso dell'Avvocato Italo Q, esperto in infortunistica stradale (insomma l'avvocato delle  "tozza tozza" e da tener conto all'epoca non c'era la RC auto obbligatoria) che è stato mio professore di Storia e di Filosofia in I e II Liceo.
Dei suoi insegnamenti ho memoria solo della Politica di Liutprando e della bacinella di Plotino (non mi si chieda cosa siano, ho solo memoria del nomen).
Ben più vivido è il ricordo di una particolarità del prof avv: parlava in rima.
Quando si rivolgeva alla classe lo faceva in rima, di infima qualità ma di un umorismo che oggi in epoca di Zelig e di non sense,  avrebbe spopolato.
Pesco dai ricordi:

Mia moglie si chiama Marta
ed ognor fa la sarta

Chi va da Orazio
torna sazio
(Orazio era un bidello che vendeva pinini, biscotti e generi di conforto)

Sanseverino
ho il biglietto
qui vicino

Il tacchino di Manzo
verrà ad ora di pranzo

Paciolla
da ogni peso
si scrolla.

Abbate
le strade
so' innevate
(arrivavo sempre in ritardo con giustificazioni inattendibili)

Ed altre piacevolezze simili ... e guai a non sganasciarsi dal ridere.

Tanto è vero che vi fu chi per acquisire meriti (ho memoria del nome di costui ma non lo nomino per le sue nefaste attitudini) raccolse tutta la produzione orale poetica dell'aedo avv. prof, la copiò diligentemente in un elegante quadernetto e a fine anno ne fece omaggio all'avvocato Italo Q.

Questa leccata ignobile non lo salvò dalla meritata bocciatura : le uniche materie con la sufficienza furono storia e filosofia.

E con somma gioia di tutti perdemmo l'innominabile dalla classe:contro costui qualunque scongiuro era inefficace..

Valga solo dire che il prof avv. aedo al ritorno a casa con il quadernetto fatidico fu coinvolto in un incidente stradale e distrusse la sua macchina nuova nuova.
postato da: mianonnaincarriola alle ore 01:06 | link | commenti (2)
categorie: cronaca, cacopedia
giovedì, 29 giugno 2006

UNA CASTELLATA OVVERO ETOLOGIA LEGHISTA

Questa me l'ha raccontata  un mio amico di Web , ma credo ne vada data ampia diffusione, per fare conoscere  quali siano i modelli  comportamentali dell' ex ministro peggio pettinato d'Italia.

Ecco l'ultima castellata.

Nel corso del dibattito tra gli On. Zaccaria e Rusconi, fautori del no nel referendum costituzionale, e gli On. Palmieri e Castelli, sostenitori del sì, tenutasi ieri 15 giugno 2006 presso la sala civica di Merate, (Lecco)   rispondendo alle provocazioni dell'On. Castelli, che ha definito il Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro una "persona che ha sempre pescato nel torbido", alcuni dei presenti in sala, tra cui il Sig. Pierangelo Marucco, responsabile per il meratese del comitato "Salviamo la Costituzione", hanno "osato" gridare in sala "viva Scalfaro, Castelli vergognati".
A seguito di ciò, non capiamo a quale titolo, l'On. Castelli ha dato disposizione agli esponenti delle forze dell'ordine presenti in sala di procedere all'identificazione del Sig. Marucco.

Ci sembra grave che un parlamentare, senza più alcun incarico governativo, osi dare ordini alla forza pubblica per sedare il dissenso nei suoi confronti.

All'On. Castelli chiediamo maggior rispetto per la democrazia. Chiediamo inoltre chi fossero le quattro guardie del corpo che, a bordo di ben due auto blu, lo hanno accompagnato nella serata: guardie padane o dipendenti statali pagati dal contribuente? Caro Onorevole Castelli, prima di ridurre il numero di parlamentari, occorrerebbe ridurre i privilegi di quelli attuali!

Questo è quanto ha scritto il mio amico sul web

Mi permetto di fare alcuni considerazioni ad adiuvandum .

Che il Castelli cerchi di imporre con la forza le proprie idee (anche se parlare di idee riferendosi a Castelli mi sembra una esagerazione, ma uso il termine per comodità di esposizione), non mi meraviglia più di tanto, in quanto tali  comportamenti sono abituali in lor signori della  Casa della Libertà ed in particolare nei leghisti.

Delle intemerate ministeriali contro  la magistratura dell'ing rumorista sono piene le pagine dei giornali  tanto è vero che da commentatori neutrali è stato definito il peggio rguardasigilli della storia.

Debbo notare comunque che egli prosegue imperterrito nella costruzione della sua immagine.
E quale essa  sia   mi sembra di  tutta   evidenza .

Ma le cose che mi fanno  rabbia sono due :

1) Che la tv di stato (pagata anche con i miei soldi) continui ad invitarlo
2) Quella risatina da ebete  con la quale crede di prendere in giro  ogni suo  intelocutore.

Ma la democrazia è anche questo: sopportare Castelli

martedì, 27 giugno 2006

CANAPA 2

E quella mattina come corre nei filari Fedora : in neanche due ore ha completato le sue quattro file, poi tagliati i fusti li ha affastellati a terra  lungo i solchi, intrecciandoli  come aveva, sin da piccola , imparato a fare  sua nonna,  in modo che ogni foglia  fosse sollevata dal suolo. Il lavoro della giornata è finito : domani tocca girare i fusti e questo per quattro cinque giorni almeno.

Fedora  fa un cenno di intesa alla madre e si avvia verso il fondo dell’appezzamento dove c’è una casupola diroccata usata per conservare gli attrezzi.

Apre la porta metallica, si guarda intorno per vedere se qualcuno la sta osservando, guarda all’interno, un respiro profondo  e si infila nella casupola, chiudendo lentamente la porta dietro di se con il chiavistello interno.

Ed intanto il taglio continua alacremente: tutti a capo chino tra gli alti fusti.

E’ trascorso una mezz’ora la porta si riapre e Fedora esce con un sorriso morbido sul viso.

Dopo qualche minuto dalla porta esce una figura alta e slanciata , i capelli biondi ricci, labbra carnose e il mento tondo con una vistosa fossetta al centro: è Ferdinando Prezzi il figlio del padrone : niente di nuovo,  i signori della canapa ed i loro eredi anche nel ‘900 esigono lo jus primae noctis. Ma Fedora  chissà perché ci crede a quell’amore rubato in casupole abbandonate o sui sedili della Aurelia spider di Ferdinando nascosta tra i filari dei fusti di canapa. E’ certa che questa sia la strada per uscire dalla masseria, per togliersi di dosso quella puzza di contadina.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 19:53 | link | commenti (2)
categorie: racconti, letteratura

I soliti teteschi di Cermania

da Repubblica

L'editorialista Achim Achilles di Der Spiegel paragona i nostri calciatori ai tipi da spiaggia che incontra in vacanza sull'Adriatico, ai tanti "Luigi" "forme di vita parassitarie", mammoni "maligni" che sfruttano le donne e sanno solo lamentarsi.

herr Achim ha qualcosa sullo stomachen dalle vacanzen  a  Riminen e non è di certen
der piadinen



postato da: mianonnaincarriola alle ore 17:25 | link | commenti (11)
categorie: sport, sfottò, tedeschen

W la civile Germania dove si va a caccia di orsi

da Repubblica

Germania, abbattuto l'orso  'Bruno" alle cinque del mattino da un gruppo di cacciatori armati fino ai denti....

Bruno è stato condannato a morte perchè colpevole  di aver fatto l'orso: aveva fatto irruzione in un pollaio ed aveva divorate alcune galline...

Mi piacerebbe che per una volta si scambiassero i ruoli
gli animali cacciati con i fucili e la scimmia glabra a correre
Sarebbe bello ed educativo.  
postato da: mianonnaincarriola alle ore 12:26 | link | commenti (9)
categorie: folclore, anti caccia

Le 10 ragioni per cui ho votato no

Ecco le  10 ragioni per cui ho votato  NO  al referendum

1) Ho votato no perchè al padre costituente Calderoli puzzano in piedi

2)Ho votato no perchè voglio poter  fare la pipì a piazza del Duomo a Milano e con la devolucion l'avrebbero potuta fare solo i lumbard

3) Ho votato  no perchè mi piace andare sul carruocciolo ma non  piace il Carroccio  

4) Ho votato  no perchè non mi piace come porta i capelli Berlusca lui li porta alla bella marinara , li porta come l'onda, come l'onda in mezzo al mar

5) Ho votato  no perchè perchè la  devolucion l'hanno fatta a Lorenzago in una baita forse se la facevo io a Casapuzzano in una masseria veniva meglio

6) Ho votato no perchè non voglio più vedere  in TV  Gasparri che quando parla sputa e mi imbratta lo schermo 

7) Ho votato no perchè.... ma avete visto la faccia di D'Onofrio ma vi fidate di uno come lui

8) Ho votato no perchè non mi piacciono coloro che  mi vogliono far dire si per forza

9) Ho votato no perchè sono un indegno coglione

10)Ho votato no  perchè il no è libertà 
postato da: mianonnaincarriola alle ore 11:42 | link | commenti (5)
categorie: referendum
lunedì, 26 giugno 2006

Referendum : Dopo la cura ..quelle facce un po' così...





Ora tornate nella baita ...e restateci
postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:21 | link | commenti (3)
categorie: referendum

C'è schifo e schifo

Speroni il leghista dopo il referendum  : " Gli italiani fanno schifo e l'Italia fa schifo"




sei bello tu!
postato da: mianonnaincarriola alle ore 19:27 | link | commenti (4)
categorie: referendum

INVITO

Bossi: "Se vince il No andremo in Svizzera"

E VAVATTENNEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
postato da: mianonnaincarriola alle ore 16:08 | link | commenti (4)
categorie: referendum
domenica, 25 giugno 2006

Letteratura cacopedica : La pantegana

Sei seduto alla dogana
con in testa una bandana
che ti scoli una damigiana
e ti ingozzi con la parmigiana.
Mi suon dura la tua lingua cispadana
che i contrasti non appiana
anzi tanto i miei avi profana
e per questo impugno la durlindana
e a te coglion di stirpe padana
ora t'apostrofo : nasci da lombi di pantegana
Il mio eloquio non ti arruffiana ?
Ed allora a tutta birra la mia voce ingrana:
sei un gran figlio di puttana.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 21:51 | link | commenti (4)
categorie: poesia, cacopedia
sabato, 24 giugno 2006

Quattro saggi + 1

questi i padri della nuova costituzione



ci si può fidare solo di uno ....
il nonno di Heidi

ed allora !

NO
postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:52 | link | commenti (15)
categorie: referendum

La storia della capra , di Paolo e di Francesca

Nel post precedente qualcuno  ha citato Coleridge ed ho ricordato ed associato: Dorè  e la Divina Commedia  e subito dopo ….

La memoria non fa mai brutti scherzi, soprattutto quando si riferisce a qualcuno che non dimenticherò mai : la mia prof di italiano e latino al liceo , la prof Teodolinda S., da me nomata la capra, vuoi per la sua ignoranza crassa e supina, vuoi per l’olezzo che emanava.

Inizi anni “60, in un Liceo Classico della Provincia di Napoli di recente fondazione , la mia è una classe turbolenta, tenuta bada solo dal prof. di Greco e da quello di Matematica. Il resto del corpo docente (si fa per dire) è approssimativo e raccogliticcio.

Si va da un avvocato locale chiamato ad insegnarci Storia e Filosofia, con risultati sconcertanti, alla prof di Chimica, una zitella acida, il cui unico titolo di merito era di essere la figlia di un celebre prof. universitario ed infine,  il genio dei geni, la capra..

Un donnone grande e grosso con il fisico sfatto dalle numerose gravidanze (se ben ricordo aveva cinque o sei figli sfornati con un intervallo di diciotto mesi uno dall’altro), sposata ad un costruttore cementificatore che in quegli anni stava iniziando il sacco e la distruzione del litorale domizio.

L’unico interesse della capra era fare passare le ore in classe senza avere scocciature.

Non spiegava ed  interrogava senza ascoltare quello che uno rispondeva, persa nei suoi pensieri e nelle enormi coperte all’uncinetto che assemblava di continuo durante le ore di lezione.

Nacque una diatriba profonda tra due scuole di pensiero: quella che sosteneva la totale assenza della capra dall’aula e quella che le attribuiva un minimo di attenzione.

Io ero il promotore della prima scuola di pensiero e, da buon leader, non ebbi timore di mettere alla prova dei fatti la mia affermazione.

E fu così .. che quando fui interrogato e dovetti leggere il canto V della Divina Commedia (quello di Paolo e Francesca per capirci) invece dei versi originali lessi, con l’enfasi dovuta, una mia personale elaborazione, d certo che la capra non si sarebbe smossa dal suo torpore . E così avvenne …

Ma il diavolo fa le pentole….

Le risate suscitate richiamarono l’attenzione del Preside (noto come Silver John sia per la gamba di legno sia per la sua ferocia) che spalancò la porta proprio mentre stavo declamando le terzine modificate

Due urla disumane all’unisono interruppero la mia performance.

Silver John e la capra mi strapparono il foglio che era il mio copione e  fui trascinato dal bidello in presidenza.

Ne segui un processo al cui confronto quello di Norimberga era acqua fresca .

La capra propose pene tremende, dalla bocciatura , all’espulsione da tutte le scuole del regno (ops repubblica ma allora si usava dire ancora così)

Alla fine, forse perché riconobbero la validità artistica del mio verseggiare, me la cavai con una ramanzina del preside che sotto sotto mi accorsi che ghignava.

La capra comunque me la fece pagare ma di questo non mette conto di raccontare .

Quali erano i versi modificati?

Li ho ricostruiti …eccoli clicca qui .

 
Ovviamente se uno durante l’adolescenza ha visto una Francesca così  era ovvio venisse una simile manipolazione

 
 

postato da: mianonnaincarriola alle ore 16:05 | link | commenti (1)
categorie: poesia, letteratura, cazzeggi, ricordanze, cacopedia

Il monologo di Kostantin (manipolazione cacopedica del Gabbiano di Cecov)

Perché ho ucciso il gabbiano? Si sono scervellati generazioni di critici letterari, di registi e di attori su questa domanda. Tanto è che molti seguaci del metodo Stanislavsky, in conseguenza di questa atroce domanda, son passati dal realismo psicologico al realismo psichiatrico. Insomma, come dice il mio amico Salvatore Quagliarulo, so sciute pazze.
Alla fine questo gabbiano maledetto non solo  è diventato un simbolo per la cultura dei  piccolo-borghesi che aspirano ai simboli alti ma numerosi altri  ne ha generati:volglio solo ricordare  quello di R. Bach il famigerato J.Livingstone e quella piccola di Sepùlveda.
Convenite con me che sono uno peggio dell’altro, solo simbolismo da due lire, solo retorica da vagone ferroviario .
Ed io mi sento responsabile di questo proliferare di retorica caramellosa grazie alla salma di quell’uccellaccio fetido che ho deposto ai piedi di Nina solo per farmi bello.
Perché, se volete sapere la verità , io a quell’uccellaccio mica ci volevo sparare. Con la mia vista, due diottrie per occhio, non colpirei un elefante in un corridoio, a tre metri di distanza.
Per dirla tutta ero andato sulla spiaggia e, per passare il tempo, mi ero portato il fucile da caccia di papà buonanima, tanto per fare due tiri ai barattoli, in fondo alla spiaggia dove c'è la discarica.
In quel mondezzaio c’era uno stormo di gabbiani a fare merenda, al primo colpo si sono alzati in volo tutti, tranne uno , si vede che era sordo. Con il secondo colpo ho mancato il barattolo ed ho preso di rimbalzo l’uccellaccio e meno male che ho mancato un grasso ratto nero che passava in quel momento.

Se no chissà quanti sproloquii letterari nascevano  sulla pantegana Janeth.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 12:59 | link | commenti (3)
categorie: letteratura, cacopedia

Non ci sto capendo più niente : Sport Cacopedico

Il "Beach volley" a Gstad  (Svizzera )



Il prossimo slalom parallelo lo faranno sulla spiaggia di Baia Domizia 

postato da: mianonnaincarriola alle ore 22:20 | link | commenti
categorie: sport, cacopedia

Le camicie verdi fanno outing

postato da: mianonnaincarriola alle ore 19:49 | link | commenti (1)
categorie:

BOSSI BOSSEGGIA

Bossi blatera : «Il 25 non si scherza. La nostra gente questa volta capirà, l'ideale sarebbe vincere in tutta Italia, ma spero almeno in una vittoria schiacciante al Nord, così avremo il diritto di andare all'Onu a rivendicare i nostri diritti e le nostre libertà come popolo».

insomma chiede la secessione...

la risposta al senatur  è sempre la stessa :

VAFFANCULO
postato da: mianonnaincarriola alle ore 18:23 | link | commenti (2)
categorie: referendum

SB mi ha scritto

ed ha scritto anche a mia madre che da 5 anni non è più tra noi....
ha scritto invitandoci a votare si al referendum

mi viene da ridere

ma non faccio cancellare né  il mio nome né quello  di mia madre ...
almeno SB  ci accapezza le spese postali
postato da: mianonnaincarriola alle ore 16:22 | link | commenti (2)
categorie: referendum

Letteratura cacopedica : Hashimoto tales 10 puntata

Al ritorno dal suo viaggio dai monti abruzzesi,  il buon Hashimoto ha la ventura di imbattersi sui monti dove le caprette fanno ciao nella signorina Mazzocchelli nota facitrice di acrostici che sfida il nostro a una gara di acrostici a caso. Vengono lanciati i dadi di paroliamo e esce fuori una parola senza significato Driade (somiglia al nome di una macchina coreana la Driade 2021 SW Common Rail). La Mazzocchelli getta la spugna il nostro compone questo acrostico dall'oscuro significato.

Dolci
Rododendri
Immacolati
Accolgono
Driadi
Errabonde

Numerosi critici si sono arrovellati per chiarirne il signficato occulto e profondo. L’interpretazione di essa  ha determinato furibondi litigi tra gli epistemologi hashimotiani: quelli della scuola afragolese con a capo Salvatore Cape Eh Khiouve ritengono che la parola che si forma con le lettere iniziali dei versi sia da attribuire al puro caso data la scarsa conoscenza della lingua italiana da parte del poeta; al contrario i seguaci di esegesi ortodossa che fanno capo ai maestri coreani Phal Eh Risho e Phan Ahn Zaroth e a  Gennarino Sososha Quagliarulo che nell’ammiratissima opera "Acrostici, Crostate e Coratelle ovvero A nuie chesti cose non ce piacene , è meglio na bella mpepata e cozze" scritta a 5 mani perché Sososha era detto il monco danno una interpretazione diversa . La  lirica è dedicata alla station wagon di Hashimoto.
Non prendiamo posizione nella diatriba, in considerazione che anche con i coreani non si può mai dire anche loro hanno la mania di quelle cazze di katane e sono incazzosissime. Quale sia il significato importa poco : basta che la finiscono di scrivere acrostici.

La grandezza di Hashimoto si misura anche dalla molteplicità di interessi del nostro. Egli, oltre ad essere sublime poeta, grande spadaccino (la fida katana docet) è anche un economista di vaglia, stimato sia nell’ambito della sfera di influenza dello yen che a livello internazionale.
Hashimoto, padre della poesia cveativa, ha trasportato gli stilemi della medesima nell’ambito economico-finanziario, introducendo la famosa Legge del Mandorlo in fiore ovvero la teoria dell’Accattataville. Non tutti gli studiosi sanno che l’ispiratore di tale scoperta è il poco noto finanziere d’assalto Pascalino Ombruglione, che nella sua notissima opera"Ramme e sorde che mo beche io e tu nun te preoccupà” anticipa i principi delle teorie hashimotiane.
Grazie alla celebrità raggiunta con le migliaia di haiku pubblicati,  Hashimoto viene eletto al Parlamento giapponese e,  per le sue doti di economista, nominato Ministro dell’Economia.
Hashimoto appena nominato mise in atto i principi della sua teoria Accattataville .
E’ fu così che furono messi in vendita, il vulcano Fujiyama, tutte le coste del Giappone, i campi dei mandorli, dei ciliegi, dei nespoli, dei giaggioli in fiore, la ferrovia Kioto-Tokio, la collezione di 10.000 katane di Yoimbo Marimbo Ambito, la torre di controllo dell’aeroporto di Tokio, tutti i cessi pubblici di Yokohama, la sala del trono dell’Imperatore, le 1300 mutande di Mahisamoshe nota geisha di Kioto e la villetta  dove abitava in fitto Pangiro Fankisho noto lottatore di sumo….
E questa fu la cazzata di Hashimoto.
Il buon Pangiro, incazzato come una jena della pianura di Kuantikashe, si avvia verso la casa di Hashimoto e lo becca mentre sta facendo allenamento con la fida katana, cantando la canzone nippo-napoletana “Funikulishi Funikulashi m’agge accattata na cashaforte”, lo apostrofa con ira:“ Né muschille tu te vennute a casa arò steva a rente a quarant’anni a fitto bloccato e mò’ a Shippamano va truvanno a me 10.000 yen o mese …ma tu si tuzzate ka kape nterre?  Hashimoto senza dargli ascolto da fetente tira un fendente di katana, ma Pangiro abituato ai combattimenti fa un salto e schiva il colpo e con una mossa di sumo (quella del coccodrillo inferocito) scaraventa Hashimoto su un cumulo di letame di bufalo.
La katana (non troppo fida  lo segue a ruota ruotando come le lame rotanti di Goldrake  e lo colpisce alla testa, tagliando di netto tutto il cuoio capelluto e così Hashimoto oltre che pieno di letame, rimane calvo.

Ed il finale solito  è: Ci simme fatte  male cu 'sta kazze 'e katane.  

postato da: mianonnaincarriola alle ore 11:13 | link | commenti (3)
categorie: letteratura, cazzeggi, cacopedia, hashimoto
giovedì, 22 giugno 2006

Letteratura cacopedica : Hashimoto tales 9 puntata

Brano scritto a quattro mani con una  mia amica webbica
Qualcuno potrebbe dire ...e vi mettete in due per scrivere una cazzata del genere ....
Ebbene si !


Hashimoto ha fatto scuola!

In uno dei suoi viaggi si è trovato a passare nella terra dei pastori silenti sulla Maiella e ha lasciato il segno .
Un certo Motilinsegnije fu profondamente attratto dallo spirito poetico nippo-napoletano della scuola Hashimotiana e gli si convertì.
Di lui parla il noto scrittore roccascalegnano–kiotano Nduccio Tashiuko Pomponio nella  sua opera “Nun è che sule Gabriele è lu poeta de la Maiella isse e li tamerici salmastre e le coccole aulente ovvero Biografia di Motilinsegneje"

E’ d’uopo qualche notazione biografica su questo oscuro ma non per questo meno sublime poeta pastore che assomma in se, in un mix originalissimo, sia  l’ispirazione hashimotiana degli haiku e do samurai che nun se scorda a mamma sia quella napoletana del Cacace de “o piscatore ro mare e Okinava sia, infine,  la poesia ovino-dannunziana “piove su nostri corpi e a prossima volta portete o mbrelle “

Motilinsegnije è un alto pastore della Maiella (alto nel senso che si è istruito presso l’università “Malisìtu o no” facoltà di psicologia degli ovini, ma in realtà non supera il metro e cinquanta per due di circonferenza) e trascorre molto del suo tempo nei pascoli ove esercita il suo pensiero nella traduzione del pensiero umano in quello ovino e viceversa.

Eccone un frammento significativo della sua produzione poetica dal titolo

LI PECURE E L'AKASHA
Dopamina
Agente fisiologico
Chiave chimica
Illusoria
Accesso ai segreti
dell’akasha.

NOTE AL FRAMMENTO 
E adesso entriamo nel significato profondo della squisita poesia e che estrinseca la intensità dell’animo di Motilinsegnije.
Un giorno il Poeta si accorse che le pecore non brucavano più volentieri quella verde, tenera e rorita erbetta tanto declamata dal suo antenato, il famoso poeta “Agabbriè”. –Mmmm…mi sa tante ca ci manche nu poche de concime, mo li vaje a’ ccattà-
Si recò così allo spaccio, ma tuzzula tuzzula, nessuno gli apriva.
-Mò li vu vedè ca custù ma fatte na frigature e si n’è iute a scià mezza a la neve?-
Infatti il negoziante, che amava praticare lo sci di fondo ma sopratutto amava le sciatrici e che soffriva, a cagione degli stravizi sessuali, di smemorataggine, aveva lasciato la chiave dello spaccio infilata nella toppa.
Il furbo pastore :"Ah! Li si lassate aecche la chiave? E mò ti freghi jè"
Motilinsegnijè cauto cauto aprì la porta e cercò il concime.
Ed infatti : "Cerche tu ca cerchi jè… ti so truvate! Li vu vedà ca sta dentre a la Kascia?"
Infatti così fu: quatto quatto aprì la kasha, prese il concime a base di sterco di pecora della Maiella e di un ingrediente segreto del negoziante che tutti chiamavano : “Doppetelaccongiijè come si deve “.
Il poeta tornò sui verdi pascoli e lo versò sulla tenera erbetta.
Il giorno dopo tutte le pecorelle rincorrevano il montone e il suo gregge in breve tempo divenne numeroso e lui ricco.
Intanto il negoziante Doppetelaccongiijè come si deve considerato che il merito della ricchezza del pastore poeta era merito anche dell’ingrediente segreto gli chiese una percentuale.
Motilinsegnije taccagno più taccagno dei taccagni giapponesi rifiuta di pagare, sfodera la sua fida katana (non se metto la katana lo sponsor non mi paga) ed infilza il povero Doppetelaccongiijè come si deve.

E pure stavolta "Ci simme fatte male cu sta cazze e katana"

 

mercoledì, 21 giugno 2006

UNA STAZIONE DISMESSA

Fa un effetto non bello sapere che dove hai abitato  da bambino  (dal 1949 al 1955)  è una casa "in disuso"

da strade ferrate

Stazione di MONTECALVO - BUONALBERGO - CASALBORE (Av-Bn)

Ferrovia Caserta - Benevento - Foggia

L'esterno dela stazione abbandonata



La stazione



Le case dei ferrovieri in disuso. Abitavo dove c'è il balcone al  primo piano




Su questo ponte giocavamo alla guerra 
e c'è ancora per fortuna , non l'hanno dismesso


postato da: mianonnaincarriola alle ore 22:07 | link | commenti (4)
categorie: ricordanze

RICOMINCIA !!!

Berlusconi: "Indegno di essere italiano chi voterà no al referendum"


DOPO ESSERE STATO UN COGLIONE
ORA  SONO INDEGNO

e manco ha imparato la lezione! 







postato da: mianonnaincarriola alle ore 19:52 | link | commenti (6)
categorie: referendum, attività di servizio

Letteratura cacopedica : Hashimoto tales 8 puntata

Nell'edizione 2003 del concorso letterario "La cozza di cartone" si affermò Hashimoto con la sua celeberrima lirica nippo-napoletana "O samurai nun se scorde a mamma". Musicata dal maestro Salvatore "Manolenta" Piscitiello fu eseguita dal cantante neomelodico Pascalino di Piscinola  e vendette un milione di copie .
E' un opera che pur nel rispetto delle rigorose regole della poesia nippo-napoletana ha dei cedimenti alle istanze commerciali.
E per questo il noto critico letterario Gennaro Katziro Cacace nella suo agile ed elegante volumetto "Mo pure i giapponese se mettene a fa e canzone napulitane e vennene pure ...loro e chelli cazze e fide katane "

Malgrado la polemica sollevata vi sono sempre grandi ammiratori di Hashimoto, nella versione classica, per cui non ci stancheremo mai di riproporlo.
Ecco un altro mirabile frammento hashimotiano.
Leggiamolo.

Frammento


Dall'albero
del ciliegio in fiore
spuntano sol
amari frutti.
Frutti
per un cielo celeste
da sorvolare.

Note al frammento

Hashimoto dopo aver vinto alla lotteria di Kioto una consistente somma si trasferisce in un giardino fiorito alle pendici del Fujiama nella pianura di Koom.
Ed  inizia una semina di 80.000 piante di ciliegi.

Il nostro  avvia un commercio di esportazione di ciliegi verso l'Italia e fonda una società internazionale che battezza "Fruit of the Koom Oun Hist".
Il suo socio nippo-lombardo Hashilvo Berlaskisho  battezza la società " E forza Nippon"  e per esorcizzare i nemici invidiosi comunisti  celebra la cerimonia di onore alla Dea dei ciliegi in fiore e per questo brucia le solite cazze di bacchette di incenso aromatizzate alla cozza.

L'odore mefitico impesta la pianura e tutti le gemme dei ciliegi in fiore.

E come al solito tutto finisce a puttane infatti ciliegi con il profumo di cozza chi cazzo li prende ma stavolta Hashimoto sfodera la fida katana e taglia tutti i capelli al suo socio e li manda nel cielo azzurro insieme a quelle cazze di piante profumate alla cozza andata a male .

 

E stavota nun ci simme fatte male cu sta cazze e katana

postato da: mianonnaincarriola alle ore 15:37 | link | commenti (3)
categorie: letteratura, sfottò, cacopedia, hashimoto

COME ERAVAMO

Il  tram di Porta Capuana a metà anni 50 
All'inizio degli anni '60 furono  tutti sostituiti dagli autobus .
Furbi eh !
Non inquinava
Tratta Napoli-Grumo con il Tram nel 1957  35/40 minuti
Oggi con l'autobus ... e chi o sape !





Interno di un "papunciello" , il tram ad una sola carrozza adibito alle tratte urbane.
C'è ne era uno vicino a casa mia che faceva la tratta Grumo-Casandrino
Ora, se vuoi andare a  Casandrino o  hai la macchina o te la fai a piedi.
Che bel progresso!!??
 



LE LINEE  DELLE TRANVIE PROVINCIALI NEL 1906
(la linea rossa ) (quella tratteggiata sono quelle le linee delle Ferrovie dello Stato)
Dopo 100 anni  sono più o meno le stesse  ma credo che i tempi percorrenza siano peggiorati.

 


TUTTE LE FOTO sono tratte dal Sito del Consorzi Trasporti Provinciali 

postato da: mianonnaincarriola alle ore 01:05 | link | commenti (12)
categorie: ricordanze
martedì, 20 giugno 2006

Cucina cacopedica: Una ricetta di Hashimoto

Il piatto preferito di Hashimoto è la suppa ku seppu.

Il seppu è un pesce che si trova solo nelle profondità del golfo di Aloshupo. Esiste un vero e proprio rituale nella cottura del seppu:

Vi sono delle fasi molto precise stabilite da un disciplinare redatto nel 1656 dal cuoco Mocoshu  
1 FASE Taglio del ventre del seppu

Adagiato il seppu su un panno bianco, il cuoco gli squarcia il ventre con un movimento da sinistra verso destra e subito dopo risale verso l'alto fino alla bocca del seppu. Si usa o la spada piccola wakikazi o il pugnale kagotana.

2 FASE Salatura del seppu

Pulite le traccia di sangue e di interiora con lo stesso  panno bianco di prima ,il seppu viene adagiato su di un altro panno bianco e cosparso di 300 gr. sale gom buru,  12gr di fiori di gelsomino e 500 gr. di cozze liofilizzate.

Completata la salatura il seppu viene arrotolato nel panno bianco e viene  poggiato su una mensola di legno di pesco della piana di Kazè. Durante questa operazione di salatura che dura dai sette ai dodici giorni (a seconda delle  dimensioni del seppu), vengono letti, al tramontare del sole,  brevi componimenti poetici composti per l'occasione e denominati haikuseppu.

3. FASE Cottura del seppu

Il seppu, arrotolato in foglie di cilegio, viene immerso a cura dell'aiutante cuoco (haisharakushina ), solitamente il migliore amico del cuoco. Esso posizionato alle spalle del cuoco, prima  che il seppu venga immerso gli  taglia la testa, con un taglio netto di katana.

Se l’aiutante non è abile in questa operazione e taglia la testa al cuoco …allora so kazzi.

Nella pentola,  denominata supphiera,  il cuoco ha intanto preparato un fondo di cottura con 2 kg di cavallette, tre litri di sake di riso di bojimbo, una piantina di giaggioli in fiori, un gambero e sei vongole.

La cottura si completa in  36 ore.

Buon appetito!

postato da: mianonnaincarriola alle ore 19:24 | link | commenti (3)
categorie: gastronomia, cazzeggi, sfottò, cacopedia, hashimoto

A proposito di lame : c'essama fa male cu 'sta cazze 'e katana

Le armi  del Bush imano ...sono intelligenti e fanno tantissimo danno ....

Ma secondo voi ... è intelligente chi "accatta na katana comme e chesta "

trovata sul web ... ecco il venditore

Le caratteristiche tecniche della "Bushido Katana"  sono:

- Acciaio della lama: damasco da acciaio 1050 ad alto tenore di carbonio, temprata con metodo sellettivo (60 HRC sul taglio - 40 HRC sul bordo);
- Lama affilata;
- Lunghezza e spessore della lama: 68 cm - da 6,5 a 4 mm;
- Materiale dell'impugnatura: legno, same (pelle di razza) e cotone marrone intrecciato secondo il tipico motivo giapponese (lunghezza 29,5 mm);
- Materiale del fodero: bamboo laccato con inserti in ottone raffiguranti fiori di pesco;
- Kojiri e Kurigata: corno di bufalo lucido;
- Menuki, Habaki, Seppa e Shitodome: ottone;
- Tsuba: ferro nero cesellato con inserti in oro;
- Fuchi e Kashira: ferro nero antichizzato;
- Peso della spada: 1.200 Kg (circa);
- Peso della spada con fodero: 1.550 (circa).

La spada è completata da una custodia in seta.
Dettagli


Prezzo (IVA inclusa): € 1,300.00


AVETE LETTO BENE 1.300 € !!!!!!

e non si vende in Giappone !!!!

è ovvio che se si vende qualcuno la compra ...

un pulisci unghie da 70cm e da 1300 €
e come diceva Totò ...ma mi faccia il piacere

e come dice il amico nippo-napoletano   hashimoto ...

ma c'essame fa male cu stata cazze e katana !




Il degrado urbanistico di mon pays (Grumo Nevano) ovvero maledetti geometri

In piazza Pio XII edificata su lato sinistro della piazza, v’era una sobria palazzina a due piani risalente alla fine del ‘700 che dopo aver ospitato, per molti anni prima il Municipio e poi la locale caserma dei Carabinieri, era stata abbandonata ad un rapido degrado per finire demolita agli inizio degli anni ’80 dopo un misterioso incendio. Se ben rammento l’incendio fu vissuto da un gran parte dei cittadini ed amministratori dell’epoca come una gradita casualità che consentiva di liberarsi a buon mercato di un fabbricato ormai fatiscente e ritenuto indegno del centro di una moderna città (eravamo in pieno rampantismo). Approfittando dell’incendio si dispose un sollecito abbattimento e addio palazzina settecentesca. Incidentalmente con questo capolavoro scomparve completamente Via Diaz e nacque una Piazza Pio XII enorme e cementificata. Ma questo non è che uno dei tanti episodi passati di degrado urbanistico. Rammento all’inizio degli anni ’70:  l’abbattimento di Palazzo Capecelatro. Una  costruzione di oltre quattrocento anni in muratura tufacea, a due piani, con ampia corte interna e due scale in piperno e marmo. Tale costruzione aveva ospitato  dalla edificazione e per oltre duecento anni  il cd Tribunale di Campagna, in esso  venivano celebrati giudizi contro ladri e grassatori della zona. Alla fine dell’ottocento ed inizio novecento era degradata e decaduta. Ai proprietari non era parso vero accettare l’offerta di un costruttore rampante e grazie ad una distratta amministrazione locale ed un’altrettanto distratta Sovrintendenza al posto del palazzo fu costruito un parco. Tale termine, come tutti sanno , ha un duplice significato : ampio spiazzo recintato con alberi e prati e un complesso abitativo formato da più di costruzioni in cemento e multipiano. Il parco in questione è quello di secondo tipo. 

E non è finita  la distruzione dei pini di Aleppo che costeggiavano  Via Rimembranza (davano fastidio al parcheggio) , l’annientamento degli spazi verdi cittadini, la ristrutturazione del Centro Storico in un trionfo di alluminio anodizzato e di tetti spioventi stile Val Gardena, la sostituzione, nelle strade cittadine del vecchio e nobile “basolato” con il più moderno asfalto, la distruzione delle antiche case a corte sostituite da anonime villette in cemento armato. Ed ancora i nuovi insediamenti periferici,  in  strade nuove larghe appena più di un vicolo, palazzoni senza un frammento di verde o di aree libere di parcheggio. Grumo negli ultimi quaranta anni è stati costruita da geometri e capomastri attenti solo a sfruttare gli spazi e con una particolare gusto per l’orrido urbanistico.

PIAZZA PIO XII già Piazza Marconi (la palazzina abbattuta è quella a destra della foto) foto da www.grumonevano.net 

PALAZZO CAPECELATRO foto da www.grumonevano.net


postato da: mianonnaincarriola alle ore 15:48 | link | commenti
categorie: politica, arte, ricordanze
lunedì, 19 giugno 2006

COME SCRIVO

Ora vi  racconto quale sia  il mio metodo di scrittura.
Qualcuno potrebbe dire chi se ne frega ma tanto è.
Ovviamente mi riferisco alla scrittura di cose impegnative tipo romanzo , non certo le poesie (l'ho detto mille volte che non mi sento poeta) o racconti di pronta beva.     
Quello che faccio io è più o meno quello che fa Umberto Eco, l'ho letto in numerosi articoli del professore e quindi è un metodo che dovrebbe funzionare anche se uno non è Umberto Eco.

Allora prima di mettersi allo scrittoio con la penna d'oca occorre costruire l'universo, lo sfondo il mondo di dove si svolgerà il romanzo.
Occorre cercare e trovare  documenti, foto, mappe, orari ferroviari e quant'altro che permettano di conoscere questo universo, di muoversi al suo interno.
Venendo al concreto: faciamus experimentum in corpore vili.
TITOLO DEL  ROMANZO:  CANAPA o I SIGNORI DELLA CANAPA
a)l'universo:  Frattamaggiore  (NA) inizio anni '60
Mi documento con :
  • foto e pubblicazioni sulla canapa, come si seminava e come si raccoglieva, come negli opifici veniva trasformata in corde, teli et cetera
  • la vita delle canapine
  • articoli di giornali dell'epoca sui fatti di rilievo

b) Costruisco i personaggi  dai nomi a come sono fatti, come sono vestiti, cosa fanno
  • Fedora,  la sua famiglia, i lavoranti della canapa
  • Ferdinando,  la sua famiglia e i signori della canapa
  • Poliziotti assortiti
  • Avvocati assortiti
c)La trama
  • Incipit
  • L'evento topico
  • Il finale   
Una volta fatto questo, il più è fatto.

Subito dopo  mi metto al pc e scrivo il romanzo.
E si scrive da solo. 
postato da: mianonnaincarriola alle ore 19:15 | link | commenti (6)
categorie: letteratura, marketing
domenica, 18 giugno 2006

Savoia news

Due nuovi  ordini  cavallereschi  di casa Savoia

ORDINE DEI BRACCIALETTI






ORDINE DEI  PERIZOMA

 
postato da: mianonnaincarriola alle ore 23:14 | link | commenti (2)
categorie: politica, principe, galera

News dalle carceri principesche

Il principe Vittorio Emanuele di Savoia stanotte è caduto dal letto a castello della sua cella nel carcere di Potenza, senza riportare danni.

Povero  non è abituato a dormire in un letto normale.
Comunque Il Direttore della Casa Circondariale di Potenza ha immediatamento ordinato questo letto



postato da: mianonnaincarriola alle ore 17:34 | link | commenti (12)
categorie: cronaca, principe, galera

Letteratura cacopedica: Hashimoto tales 7 puntata

Tra i maggiori studiosi delle opere e della vita di Nghe Hashmoto si annovera il mai troppo rimpianto Gennaro Sososha Pignaturo che nella sua silloge "Haiku ahi ke male 'e panze"  riporta numerosi frammenti di cui si erano perse le tracce. L'opera del Pignaturo rappresenta la fonte di maggior rilievo  per la ricostruzione dei tanti amori del nostro.

FRAMMENTO
Si ottundono le rondini
sui rami dei ciliegi
una leggera brezza
si leva leggera.
Esondano
le fauci artigliate,
le voraci e spalancate fauci
e tracimano gli effluvi divini

NOTE AL FRAMMENTO
Hashimoto dopo un lungo corteggiamento riesce a ottenere un appuntamento con la vezzosa Alishimoru.
Si devono incontrare nel Giardino dei ciliegi fioriti davanti alla statua di Artilushu la dea dagli artigli adunchi e dalla voraci e spalancate fauci.

È il dì di  festa delle ali di rondini, il poeta attende paziente l’arrivo della vezzosa Alishimoru. Tanto  per ingannare l’attesa,  onora la Dea del giardino dei ciliegi fioriti, accendendo una bacchetta in incenso aromatizzato al fiore di pesco.
Sulla statua della si diffondono gli effluvi della bacchetta di incenso, come per miracolo strizza gli occhi, adunca gli adunchi artigli e spalanca le voraci fauci. “Ma sempre sto cazzo di incenso alla frutta, una cosa piu attizzosa no…..e che marò (ops ) e che dea Artilushu, passate da Medellin prima di sacrificare! "

Nel mentre i fedeli ivi radunati cominciano ad urlare :"O miracolo, o miracolo , anzi O MIRACOLO!! La dea piange , la dea piange"  

Intanto da un stormo di rondini obnubilate dal vapore dell’incenso piomba il solito scacazzo sulla testa di quel pirlone di Hashimoto.

Dove c'è uno scacazzo che piomba dal cielo, lì si trova Hashimoto. (Paradosso di Bombisho)

Proprio in quell'istante fatale arriva la vezzosa Alishimoru che allo spettacolo di Hashimoto scacazzato urla a più non posso : "Che schifo oh mio diletto! Ma perché non te ne vai a raccogliere germogli di soia lungo il fiume Va Fashin Inkol?"
Offeso Hashimoto impugna la solita fida katana ed  urla alla vezzosa .”Ma 'sta piezze 'e stronza! Parle proprie tu che fiete che fai mancà l’aria! Ma vatte a fa na doccia!" e con un sapiente colpo della fida Katana le tronca il lercio kimono color grigio zozzo.

Ed anche stavolta la morale è: "c'essame fa male cu sta kazza 'e katana"

postato da: mianonnaincarriola alle ore 09:33 | link | commenti
categorie: letteratura, satira, cacopedia, hashimoto
sabato, 17 giugno 2006

7 puntata de : "la mia vita scritta da me medesimo

Non è vero ma ci crepo ….. ovvero

Come ho imparato a credere alla iettatura e vivere felice (1972)   

Molto più  nobili scrittori  hanno trattato di questo controverso tema : i tragici greci, Pirandello,  Eduardo e tanti altri ancora. Questa mia cialtronata non vuol essere un trattato teorico sulla iettatura, sfiga o iella che dir si voglia ma solo una esemplificazione pratica di essa attraverso il racconto un personaggio del genere  con il  quale ho avuto la sventura di imbattermi.

La ragione dice che la jettatura non esiste ed io sono razionale ma ditemi dopo avere letto queste righe, se qualcuno dotato di ragione può negarne l’esistenza.


L’INNOMINATO DELL’ALTA  VAL D’ADIGE  


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postato da: mianonnaincarriola alle ore 12:25 | link | commenti (2)
categorie: letteratura, ricordanze
venerdì, 16 giugno 2006

Era meglio per lui che restava dove era : in Svizzera

 Vittorio Emanuele di Savoia, di 69 anni, e' stato arrestato per ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza. Nei confronti del principe le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione.


e 'sto signore vorrebbe il posto al Pantheon

per ora il suo posto è a  Re bibbia

dopo Re Galantuomo, Re  Tentenna   ecco il  Re  Ricotta

che fosse specializzato in marchette l'avevo intuito ...

basta leggere  la  fine di questo post

 


postato da: mianonnaincarriola alle ore 21:05 | link | commenti (4)
categorie: cronaca, sfottò

6 puntata de : "la mia vita scritta da me medesimo

Un napoletano a Bolzano (1972)


Quando finalmente, a cagione della prematura dipartita della precedente novantaseienne inquilina, riesco ad ottenere in fitto dall’INPS un prestigioso appartamento con vista sul piacentiniano Monumento alla Vittoria (non si può avere tutto dalla vita), da ligio cittadino mi reco all'anagrafe per richiedere la residenza a Bolzano.

L'enorme salone gotico mi intimidisce, dalle vetrate policrome il timido sole manda una luce verdastra. Sul fondo del salone una batteria di sportelli, ognuno con una targa bilingue.

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postato da: mianonnaincarriola alle ore 13:27 | link | commenti (4)
categorie: racconti, ricordanze
giovedì, 15 giugno 2006

tene 'a capa sule pe' spartere 'e recchie

Bossi: "Se al referendum vince il no bisogna trovare vie non democratiche"

Il senatur merita solo questa  risposta:

Vaffanculo
postato da: mianonnaincarriola alle ore 18:05 | link | commenti (6)
categorie: politica, referendum, attività di servizio

5 puntata de : "la mia vita scritta da me medesimo

CERCO CASA 

20 luglio 1971

Nasce mia figlia a Trento. Forse troppo presto ma sicuramente troppo a nord . La notte non dorme e non mi fa dormire, di giorno il lavoro mi pesa. Ma forse più che le ore di sonno perse è la disaffezione al lavoro. Di già, qualcuno potrebbe dire, ma se hai appena iniziato.

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postato da: mianonnaincarriola alle ore 16:58 | link | commenti (1)
categorie:

4 puntata de : "la mia vita scritta da me medesimo"

  Andare a funghi  (autunno 1970)

Trovo casa a Trento abbastanza facilmente, grazie ai buoni uffici delle amicizie ferroviarie di Don Peppino .

E nel frattempo mi  sono anche sposato.

La vita di una coppia giovane di napoletani a  Trento in quegli anni è abbastanza difficile: è una città che più chiusa non si può ma cerchiamo di integrarci.

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postato da: mianonnaincarriola alle ore 16:34 | link | commenti
categorie: ricordanze
mercoledì, 14 giugno 2006

3 puntata de : "la mia vita scritta da me medesimo"

IL CONCORSO BUONO  (quello all’INPS ) 20 luglio 1969:

Notte della luna, della TV con Ruggero Orlando e Tito Stagno , con il piede sulla scaletta e con l'applauso di Houston e di tutto il mondo. Sono più o meno le cinque del mattino. E dopo aver visto il piede che scende dalla scaletta senza aver dormito parto per Roma per fare un altro fottutissimo concorso: all’INPS.

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postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:06 | link | commenti (1)
categorie: ricordanze

CONSIGLI DI LETTURA

CONSIGLIO A TUTTI LA LETTURA dell'aureo libretto.
 "Dwight Macdonald - Masscult e Midcult - Roma, e/o, 1997, pagg. 125."

Leggete il caustico libro di Macdonald e rinforzerete il vostro senso estetico, tonificherete la vostra vigilanza critica, per non soccombere alla valanga di sciocchezze che ci sommerge sul web , in libreria, in televisione, al cinema.

Cosa sia la Masscult è presto detto : Tutto il palinsesto di Mediaset, che si nutre di quattro "c": calcio, cosce, canzoni e cazzate.
La Mildcult è più subdola è la cultura del  vorrei ma non posso.   Macdonald cita come esempi nefasti della Mildcult: La poesia "Se" di R. Kipling esposta in tutte le anticamere dei dentisti, le riviste di Franco Maria Ricci, Il gabbiano J.Livingstone e la gabbianella di Sepùlveda, qualche romanzo di Tabucchi, il Vecchio ed il Mare di Hemingway e tutto il ciarpame del cinema dalle belle immagini tipo Zeffirelli.
 
postato da: mianonnaincarriola alle ore 18:47 | link | commenti
categorie: letteratura

2 puntata de : "la mia vita scritta da me medesimo"

So' carne  'e maciello  so'  emigrante

Dopo la aggressione dei mastini comincio ad acquistare consapevolezza di avere sbagliato entrambe le scelte di lavoro. Fare lo sciacquino di un barone universitario ed in aggiunta il legale degli strozzini non è il massimo della vita.

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postato da: mianonnaincarriola alle ore 14:44 | link | commenti
categorie: letteratura, ricordanze

1 puntata de : "la mia vita scritta da me medesimo"

Come ho deciso di non fare più l'avvocato.

Fine anni '60, mi laureo in giurisprudenza. Indeciso tra la carriera universitaria (prestigiosa nel futuro ma senza una lira nel presente) e la carriera di principe del foro(stanno aspettando proprio me), le inizio tutte e due: faccio l'assistente volontario (1200 a statino firmato) e il procuratore legale.

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postato da: mianonnaincarriola alle ore 09:17 | link | commenti (3)
categorie: letteratura, sfottò, ricordanze
martedì, 13 giugno 2006

ancora revival

Il nonno paterno Raffaele ...
quello che mi ha ispirato il racconto
Il macellaio e gli scarafaggi




e questo il nonno materno Ottone
mi ha ispirato "Marmo e salsicce "  ovviamente non tutto il  racconto

postato da: mianonnaincarriola alle ore 18:02 | link | commenti
categorie: ricordanze

Revival 8

intorno al 1890:  la sorella della mia bisnonna




ed il resto della famiglia: la   mia bisnonna, con i due figli piccoli (la bambina è mia nonna ) ed i suoi genitori



 
postato da: mianonnaincarriola alle ore 16:46 | link | commenti (1)
categorie: ricordanze
lunedì, 12 giugno 2006

Revival 6

1946:  Papà a  48  anni


postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:18 | link | commenti (6)
categorie: ricordanze

Revival 5

1939:  mamma a 25 anni    

postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:12 | link | commenti (1)
categorie: ricordanze

a proposito di libri

 
Io non posso non amare i libri, fanno parte della mia vita.
C
'è un episodio di quando la TV era solo un elettrodomestico come il frigorifero e la lavatrice che  spiega questo amore.
Io ho passato la mia infanzia in una città di provincia dove c'era un'unica libreria e in questa libreria mi piaceva passare molto tempo: fosse anche solo per vedere le copertine, leggere le trame sulla  bandella del risvolto di copertina, toccare i libri, allora non me ne potevo permettere molti. Mi affascinavano quegli austeri libri con le copertine di color verde o di color grigio chiaro senza foto o disegni appariscenti. Molte volte il titolare, ne ricordo ancora il nome, il sig. Arturo, stufo del fatto che toccassi i libri mi cacciava via.
Molti anni dopo sono ritornato in quella città e sono andato in quella libreria, appena più modernizzata ed allargata.
Ho cominciato a girare tra gli scaffali e a sfiorare i libri con la punta delle dita. Ed anche quella volta, ad un tratto, apparve il sig Arturo, curvo e bianco, mi guardò per un attimo e: "Ma io ti conosco, sei quello che carezzava i libri!"
Mi riconobbe anche se erano passati più di quarant'anni.
postato da: mianonnaincarriola alle ore 10:10 | link | commenti (12)
categorie: letteratura, ricordanze
sabato, 10 giugno 2006

Revival 4 : La signorina Paglieri

E' la mattina del 10 marzo 1954, nella vetrina del negozio di Don Arturo barbiere, parrucchiere per signora, profumiere, dispensatore di saggezza e di notizie, c'è un manifesto con una figura femminile, seminuda, ricoperta di fiori, a braccia spalancate, con le scritte che propagandano le ciprie e i profumi Paglieri .

E' lei il mio primo amore: ho  nove anni.
Sto andando a scuola, nonna Maria con la scusa di andare a fare la spesa mi accompagna sempre. Ha timore dei pericoli .

L'immagine della signorina Paglieri mi chiama dalla vetrina e mi fermo ad ammirarla.

La nonna si accorge della mia distrazione e mi tira per il cappuccio del montgomery.

E da quel giorno,  non ricordo per quanto tempo,  iniziai a frequentare il negozio di Don Arturo. Ciò durò fin quando il manifesto della signorina Paglieri cadde a pezzi e fu sostituito sia nella vetrina del negozio,  sia nel mio cuore da altre icone della bellezza femminile.

Ma queste sono altre storie.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 12:03 | link | commenti
categorie: racconti, ricordanze

REVIVAL 3

Primavera in Albania 1919: Un corpo  di pace ... anche allora
Costruivano ponti e  ferrovie  a Valona e a  Scutari
Papà è quello al centro in piedi  con la sigaretta
Che ci fanno le due signore ?
Madrine di pace... forse

 


Foto di gruppo guerriero:  come sempre
papà è quello seduto con la sciabola  senza elmetto 
il secondo a sinistra



Stavolta sta leggendo fuori dal campo




postato da: mianonnaincarriola alle ore 09:44 | link | commenti
categorie: ricordanze
venerdì, 09 giugno 2006

REVIVAL 2

1941 la stazione di Napoli Smistamento
Papà è quello a terra con la giacca chiara

 

postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:49 | link | commenti (1)
categorie: ricordanze

Revival

Una foto di famiglia anni '40
Davanti al  Casello Ferroviario di Vitulano (BN)



 
postato da: mianonnaincarriola alle ore 12:43 | link | commenti (4)
categorie: ricordanze

IL TEST DI MEME

Nascono alcune volte nei Blog amici iniziative che si estendono a “macchia d’olio” nella Blogosfera: questa è una di esse. IL TESTE DI MEME

L'ho copiato da GIDIBAO


Signori, a Voi il Test di Meme:

e le mie risposte

Domanda: Prendete il libro più vicino a voi e aprite alla pagina 18. Cosa c’è scritto alla 4a riga?

Risposta:who grew rich trading with the Indians , and who... (spoon river  anthology)

D. Qual è l’ultima cosa che avete visto alla televisione? R. CSI Su Sky Fox Crime

D: Senza guardare indovinate che ore sono: R. Sono le 11:07

D. Adesso verificate che ore sono veramente: R. 11:32

D. Oltre al rumore del vostro computer che altri rumori sentite? R. Un treno che passa . abito vicino ad una stazione !

D. L’ultima volta che siete usciti che cosa avete fatto? R. Ho fatto fotocopie di un libro sulla Coltivazione della Canapa  (sto scrivendo un libro sul tema ...cosa avete capito)

D. Prima di cominciare questo questionario che cosa stavate guardando? R. Gironzolavo sui blog

D. Cosa state indossando in questo momento? R.  Jeans blu scuro e camicia azzurra  a righe

D. Avete sognato la notte scorsa? R. Vuoi che a quest'ora mi ricordi i sogni .

D. Quando avete riso per l’ultima volta? R. rido di continuo specie quando mi si fanno domande simili

D. Cosa c’è sulle pareti della stanza in cui vi trovate in questo momento? R. dei quadri a china di un mio vecchio amico con paesaggi della provincia di Salerno .

D. Avete visto qualcosa di strano oggi? R. Sì, le foto del cadavere di Al za come cavolo Foto  incorniciate manco se le dovessero mettere nel salotto  di Condoleeza o nello studio ovale di GWB

D. Cosa pensate di questo questionario? R. é una cagata ma  tutti i test mi  divertono da morire

D. Qual’è l’ultimo film che avete visto? R. “Il giorno dello Sciacallo di Zinnemann ieri sera su Sky studio Universal" lo rivedo sempre con piacere 

D. Se diventassi multimiliardario stasera cosa faresti per prima cosa? R. Mi farei invitare a Villa Certosa da Berlusca e poi  farei la pipì nella piscina.

D. Racconta qualche cosa di te che non sappiamo ancora: R. Ti piacerebbe eh

D. Cosa cambieresti? R. Se torno a nascere ....m'amparava zappatore pechhè o zappatore nun se scorda a mamma ...ZAN ZAN  sta cazzata la dovevo mettere lo faccio in ogni test

D. Ti piace ballare? R.  Ho la panza e mi viene il fiatone

D. George Bush? R.  Georgino la scimmietta dello Zoo

D. Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse una femmina? R.  Ho già una figlia femmina che legge il mio blog ed è molto incazzosa se faccio battute su di lei

D. Quale sarà il nome del vostro primo figlio nel caso fosse maschio? R. Ho già un figlio maschio  che legge il mio blog ed è molto incazzoso se faccio battute su di lui 

D. Avete già sognato di vivere all’estero? R. Sì, a New York in cima all'Empire State Building  con Meg Ryan

D. Cosa vorreste che Dio vi dicesse quando varcherete la soglia del paradiso? R. “Ciao Fratellino ti aspettavo da un pezzo mi stavo annoiando. Facciamo una partitina a "Fine del Mondo e Nuova Creazione"

D. Quali sono le altre 4 persone che dovrebbero fare questo questionario sul loro blog?

Risposta :

Jeneregretterien

Conte Vico

Cacao amaro

The Observer è troppo seria ultimamente  con i post sul referendum  ed un po' di cazzeggio le farebbe  bene !

ce ne sarebbero anche altri...ma rispetto la CONSEGNA DEL TEST!

postato da: mianonnaincarriola alle ore 12:06 | link | commenti (4)
categorie: test, cazzeggi, bloggermania
giovedì, 08 giugno 2006

Letteratura cacopedica: Hashimoto Tales 6 puntata

Hashimoto è uomo del suo tempo , quindi non solo poesia dedicata ai cilegi in fiore ma anche temi più d'attualità quale il campionato di Sumo, i tornei di katana, i raduni di sushi e di soshi e perchè no anche alcuni componimenti a luci rosse. Il noto studioso di esegesi hashimotiana Nicola Gennaro Sososha Pignaturo nella sua opera "T'agge truvate miezze a quatte vie e nin sive nu vigile urbano - Poesia kiotana e Ki o tene " a cura dell'Istituto di Cultura Nippo-Caivanese, raccoglie con acuta precisione questi versi dandone un'attenta interpretazione .

Frammento n. 1
S'accoscia sconfitto
il guerriero
di nero vestito

Commento al Frammento n. 1

Hashimoto insieme alla sua tenera Hoshimuro vestiti con Kimono color ciclamino al tramonto sotto la luna d'agosto assistono alla finale Ciampion Ligue di sumo nel palazzo dello sport di Okinava.
Hoshimuro è incazzata come una libellula che è stata inchiappettata da un toro in calore, perchè del torneo di sumo se ne sbatte; sia perchè quei panzoni unti e con minuscoli piselli le danno la nausea , lei gradisce samurai muscolosi; sia perchè Hashimoto le aveva promesso di portarla alla mostra del Corallo di Pishoro dove erano esposti dei magnifici gioelli.
Hashimoto ha scommesso sul lottatore Panjuro Kazjiro una ingentissima somma ma al primo attacco Panjuro crolla sconfitto sulla stuoia color latte di soia sotto la luna piena di settembre.
Hashimoto incazzato come uno squalo tigre del golfo di Kioveazuffunne, impugna la sua fida katana per farsi giustizia e fare a fette il poco fido ma pur bravo Panjuro.
E' intenzione di Hashimoto tagliare a fette Panjuro e venderlo come tranci di Bufalo Kianino alla catena di Supermercati "Tutto per il Samu Rai" per poter recuperare le mancata vincita .
L'arbitro internazionale dell'incontro il pur bravo e fido Collina fiorita di gelsomini e di boccioli di biancospino con uno scatto blocca Hashimoto lo disarma ed urlando: "'A vulimme furnì cu st i cazze e fide katane c'essame fa male! !

 

FRAMMENTO n. 2

Fetenti stalle
piangono rugiada al
canto dei bovini
Traccio rotte e
nel cuore porto segni
all'infinito.
Obliqui raggi
mi dipingono.


Note al Frammento n. 2
I critici letterari si sono scervellati per anni , i maggiori esperti di esegesi hashimotiana hanno scritto pagine per interpretare questa insolita e misteriosa lirica.
Solo Catello Pishiro Casuscelli il vecchio studioso di Hashimoto sin dall'epoca dell'infanzia ed il sullodato Pignaturo  ne hanno dato la corretta interpretazione.

Hashimoto si sveglia all'alba e si reca dal suo lattaio ma prima di arrivarvi deve attraversare i campi dei ciliegi a stelle e strisce, dei peschi del sol levante gobba calante e dei giaggioli della luna crescente gobba a ponente. Per onorare la festa del Giaggiolo in fiore, Hashimoto ha indossato il suo elegantissimo Kimono rosso papavero degli stilisti Korce & Katana .
Hashimoto passeggia lentamente, si ferma ad ammirare i nespoli in fiore e le stalle del suo amico Kaziuro Sushimusho. Un olezzo colpisce le nari del poeta che impugna la sua penna di bambù e sul taccuino in carta di riso Scottiskin traccia i versi ispirati. Dal fondo della stalla in quel momento appare il toro nippo-napoletano "Partone e bastimente pe terre assai luntane canta a buordo so Okinaviani" che eccitato dal kimono rosso infilza il povero Hashimoto nella terga.
Hashimoto colpito, è scaraventato lontano e dal dolore non trattiene le lacrime. Una profonda ferita a forma di cilegio in fiore attraversa le natiche del poeta. Sarà un ricordo perenne.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 22:14 | link | commenti
categorie: letteratura, cazzeggi, cacopedia, hashimoto

IL GUSTO DEL MACABRO DEGLI AMERICANI

OGGI:  Al Zarqawi



1882:  Jesse James


postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:15 | link | commenti (3)
categorie: cronaca

OLEOGRAFIA

I pescatori a piedi nudi, i piennoli di pummarole, i mandolini, la pizza, l'acqua int' a mummarella, gli scugnizzi, le conchiglie, il pino ed il Vesuvio con il pennacchio  mi infastidiscono.
Tutto quel  ciarpame oleografico   per certi turisti per i quali i napoletani dovrebbero perennemente ballare la tarantella, suonare il mandololino, mangiare  la pizza e gli spaghetti c'a pummarola 'ncoppe   come tante comparse al servizio dell'Ente del Turismo.
Io non so cantare,  non so ballare la tarantella, non so  suonare il mandolino eppure sono napoletano.
Mi piace la pizza ma non è l'elemento base della mia dieta,  non mi piacciono gli spaghetti c'a pummarola perchè le pellecchie ed i semi mi danno la nausea.
E non  sopporto  i non napoletani che pretendono di parlare la nostra lingua o addirittura cantare le canzoni napoletane.

Per piacere  se venite a Napoli   :
a) studiate la storia
b) lasciate a casa i vostri Rolex come dovreste fare  in ogni altra grande  città
c) non vi fermate solo due giorni
  
mercoledì, 07 giugno 2006

Leggere e scrivere

Alcuni dei miei lettori, con tono saccente,  sottolineano l’eccesso di teste tagliate e di sangue nei miei racconti. Ma non si rendono conto che non posso fare a meno di essere così. 

Ho iniziato che avevo otto anni: scrivevo “sceneggiature” per le messe in scena dei giochi con i soldatini. A quel tempo, inizi anni 50,   non c’era ancora la televisione e d’inverno,  perché soffrivo di  tonsillite, non  potevo quasi mai uscire per giocare all’aperto ed allora il tavolone di marmo della cucina diventava l’universo dei soldatini e delle  pastore del presepe (le usavo per i personaggi femminili). Per giocare con mia sorella, mio fratello e gli altri saltuari compagni di giochi  servivono storie   ed io le inventavo.

Ma non solo le storie dei soldatini. Mi divertivo a inventare finali alternativi alle favole tradizionali: così il lupo divorava Cappuccetto Rosso o  Biancaneve non si risvegliava al bacio del Principe Azzurro.

Quando le raccontavo e  c’erano le bambine che  piangevano e mi divertivo.  Dio come mi divertivo. Anche con le storie dei soldatini mi divertivo, facevo vincere sempre i cattivi e cadevano le teste di parecchi soldatini  ma tanto dopo con la ceralacca  si incollavano e così avevo un esercito con i collarini ortopedici rossicci. . 

Ma per scrivere ed inventare  occorre leggere ed io leggevo,  quanto leggevo.

A casa mia c'era tanto da leggere.

Nello scaffale più alto della libreria (un mobile scuro con gli scaffali chiusi da vetri zigrinati) c'erano libri che mi era proibito leggere. Qualche volta, in assenza di mia madre, accostavo una poltrona davnti al mobile , mi arrampicavo sui braccioli e leggevo i titoli : ricordo c'era D'annunzio, Gide, Guido da Verona e poi dei libri dal dorso grigio, anni dopo ho scoperto che erano dei manuali di infermieristica, (duranta la guerra mia madre aveva fatto l'infermiera  e di questo periodo parlava sempre malvolentieri).
C'erano poi i miei libri: tutta la collana per l'infanzia da Tom Saywer al Principe e il Povero , da Incompreso a Bertoldo Bertoldino e Cacasenno, i Salgari, Verne e quelli di mia sorella gli Alcott. E fumetti tanti anzi direi tutti. Ed ancora enciclopedie assortite, i libri da ferroviere di papà, raccolte di mani di Fata, libri di cucina. Tutti questa "carta" è andata per la maggio parte dispersa, quando mia madre, dopo la morte di papà decise di non voler restare più nella casa vecchia ed iniziò il ventennale pellegrinaggio 1980/2001 tra le case di noi tre figli, varie case di riposo, mini appartamenti fittati e sfittati.

Poi più avanti negli anni: i libri della Medusa, l'universale Feltrinelli, I Gialli Mondadori,  Gli Urania e tanti tanti tanti altri ancora. Casa  mia è zeppa di libri che molte volte stento a ritrovare quando vorrei rileggere.

E' bello rileggere.

Ah e lo scrivere ?

Beh dopo aver tanto letto che problema c'è a scrivere !  .

postato da: mianonnaincarriola alle ore 22:38 | link | commenti (5)
categorie: letteratura, ricordanze
martedì, 06 giugno 2006

Canapa

A Fedora non piace svegliarsi la mattina presto, non ama lavorare la terra: le sue sorelle più grandi e sua madre hanno le mani rovinate, le unghie perennemente nere -  hai voglia a lavare la terra non va via.
Fedora vuole scappare via da questa vita ma la scuola non è servita.
Ha finito a stento le medie: in quinta elementare dopo tante insistenze era riuscita a convincere la madre ed il padre a mandarla ancora a scuola. In questa opera di persuasione l'aveva aiutata la signora Prauzzi la padrona delle terre che il padre coltiva a mezzadria.
Malgrado l'entusiasmo iniziale, i tre anni di scuola media furono un tormento: unica contadina in una classe di viziate ragazzine borghesi.
Quel nome inattendibile che il padre, appassionato di opera lirica le aveva imposto solo perché letto in una locandina dell'atrio del Municipio  avendo esaurito i nomi femminili di tradizione familiare (quinta figlia femmina), le pesava tremendamente soprattutto perché le sue care compagne di scuola lo distorcevano alludendo al suo perenne odore da contadina.
E così finita la scuola trova il suo destino pronto : la terra.
Nicolino Bugai non comprende proprio la sua ultima figlia: parla poco ma reagisce sempre a quello che non le piace con una ira silenziosa ma che si legge negli occhi.
Fedora cerca di sfuggire ai lavori più faticosi come sfugge alle profferte amorose dei vari contadini. Ha già avuto tre offerte di matrimonio ma scuotendo la testa ha sempre rifiutato; eppure sono tanti ancora che si perdono dietro di lei ottenendo solo rifiuti.
Ed ora ha venti anni, Fedora,  e Nicolino teme che resti zitella.
Le altre quattro femmine le ha maritate tutte anche se continuano a dare una mano soprattutto con la canapa.
È una coltivazione che dà risultati, ma servono tante braccia.
Ed insolitamente per la canapa anche Fedora va in campagna.
Lei adora quella foresta di fusti dritti e sottili, alti due metri, con un odore forte, caratteristico che quando si matura diventa gradualmente sempre più piacevole, fino ad assumere i connotati di inebriante profumo.
A marzo di ogni anno Fedora accompagna il padre alla semina con un macchina che posa i semi a file fitte . Le piante cresceranno in fretta pronte ad essere raccolte ad agosto.
Sono le quattro del mattino, è buio: la madre Assunta la scuote . Fedora si stiracchia, manda già la tazza di latte,infila un lungo camicione di tela blu stinto, inforca una largo capello di paglia e scende giù in cortile dove Nicolino aspetta alla guida di piccolo camion con il pianale aperto.
Fanno il giro per raccogliere sia le sorelle con i rispettivi mariti sia una frotta di braccianti che il padre paga a giornata. Dopo una mezz'ora sono all'appezzamento.
Si infilano tra gli stretti filari, impugnando una piccola falce: il profumo che mandano le piante è inebriante.
-Come è bello questo lavoro- sussurra Fedora, facendo andare con forza la piccola falce alla base delle piante.


è un frammento di qualcosa che sta nascendo



postato da: mianonnaincarriola alle ore 23:09 | link | commenti (6)
categorie: racconti, letteratura
lunedì, 05 giugno 2006

BASTA

da Repubblica

Altro attentato in Iraq

ANDIAMO VIA ! 
postato da: mianonnaincarriola alle ore 22:33 | link | commenti (9)
categorie: politica, anti guerra

Letteratura cacopedica : Piccoli cenni biografici

PASQUALE FAGIOLINO

(da non confondere con il di lui cugino Pasquale Oronzo Fagiolino esponente di spicco della poesia emetica tarantina che come ben si sa è in contrapposizione storica con la poesia del nostro che è la diarroica salentina)

1995 pubblica il suo primo libro Arovai iammashi Raccolta di Haiku in dialetto salentino e riceve il premio del periodico "LA BALENA" al concorso "Tutto il Cuccuzzaro"

1997 riceve dalla salumeria "Salami e salumi" l'incarico di scrivere  il listino prezzi e li sbaglia tutti. Scrive i prezzi in Dollari e per questo riceve una segnalazione dal Comando della Guardia Costiera Americana "Wath is the finocchiona?" .

1999 esce di casa in stato di sonnambulismo e viene ritrovato dopo tre mesi a bordo di un motoscafo blu e cerca di fare il contrabbando di bionde tra Brindisi e Valona e riceve per questo il Premio Speciale al concorso "Fai da te ma non fare cazzate" per la migliore cazzata dell'anno .

2001 arriva 12° alla traversata del Canale di Sicilia con a cavalcioni quattro extracomunitari recitando tutte le 527 poesie da lui scritte in trimetri giambici catalettici. Per questo è premiato con il PIRLINO DI BRONZO da parte dell'assocazione "Padana-Marocchina  Genesio Borghezio"

2003 Scrive la raccolta "Spacc e magne" per celebrare i mitili esportati dalla Grecia e riceve il premio "Viibrione d'oro" con salmonellosi compresa nel prezzo.

2004 si presenta al primo giorno di lavoro presso la Pizzeria "Chille ra Lega tenene a capa solo per spartere e recchie" recitando le sue 654 poesie in dialetto valtellinese (Raccolta intitolata Pizzoccheri e Vongole). Riceve una segnalazione della giuria nel premio "Dolce è l'amaretto di Saronno se ci metti il limoncello di Sorrento sarà anche una ciofega ma ci hanno sponsorizzati entrambi per cui non fate i difficili"

postato da: mianonnaincarriola alle ore 21:04 | link | commenti
categorie: letteratura, cazzeggi, cacopedia, hashimoto

Letteratura cacopedica : Una biografia

UN POETA LATITANTE

Biografia di Gennaro Guagliarulo detto 'o Zeza

Gennaro Quagliarulo nasce a Paneruoccolo attorno al 1960, da una ricca famiglia di quella contrada.

Si hanno poche notizie sulla sua vita, che comunque fu piuttosto movimentata.

Sua madre fu donna Lisabetta dei Saliscendi, appartenente dunque a una delle più note cospicue e potenti famiglie di Paneruoccolo.

Donna Lisabetta gestiva il racket delle saracinesche.

I padre di Gennaro era Ngiullillo Quagliarulo detto Serrafica:  è di tutta evidenza che il soprannome  allude alla sua attività prevalente,  quella di gestore di una catena di case di tolleranza. Quando nel 1959 esse furono poste fuorilegge,  Ngiulillo si riciclò immediatamente e, grazie alla grande disponibilità di liquidi,  divenne il più importante banchiere privato della zona. Insomma divenne, grazie a questa proficua attività,  una fra le personalità più in vista della vita politica ed economica di Paneruoccolo.

Ovviamente fu cambiato il soprannonome Ngiulillo Serrancanne.

Sia il padre prima, che Gennaro da maggiorenne, entrarono nell'ordine dei Cavalieri di Santa Pupazza loggia massonica di rito caivanese.

In un ambiente così fatto Gennaro crebbe e si formò secondo i modi d'allora e volto a impossessarsi della cultura vigente, in particolar modo le arti del trivio di Villaricca , del quadrivio di Giugliano, della rotonda di Arzano e di quella sul mare.

E fu cosi che nel 1976 ad appena 16 anni compose 'o Zeza .

E’ giusto rammentare i versi più significativi “ed un orchestra che suona vedo gli amici ballare e tu non sei qui con me ed allora vengo li e ti spacco la faccia a te e a chilo strunzo che fa o Zeza con te”

Per una strana ironia della sorte da allora Gennaro fu chiamato 'o Zeza come lo sconosciuto rivale.

La lirica fu premiata con la Lupara di Argento al IV Festival della Poesia di Corleone

Oltre che alla poesia Gennaro O Zeza come documentano i vari processi tutti conclusi con assoluzioni, si dedica anche ad altre attività.

Milita come alleato dei Marsigliesi contro il Clan degli Albanesi.
Nel 1981 era fra i picciotti che assalirono il campo di don Turrido della mafia perdente.

Si ha notizia tuttavia che durante quest’assedio fu più di una volta multato per essersi allontanato dal campo senza la dovuta licenza. Lo troviamo ancora colpito da multe in città l'anno successivo , ed esattamente l'11 luglio, per aver percorso Via Caracciolo a 220 km orari. Altra multa gli fu comminata nel 1991 in circostanze analoghe.

Sono questi gli anni ai quali risale pressoché per intero la sua produzione poetica, almeno quella che ci è pervenuta.

Uomo frivolo e spensierato, disordinato e dissipatore, ebbe come ideale di vita tre cose solamente, la donna, il vino e le carte; tuttavia ci ha lasciato un ricco canzoniere, dal quale risalta moltissimo anche il suo romanticismo nell'amore per una tale Bocchina, figlia di un solachianiello di Acerra .
La sua è una poesia d'argomento e di linguaggio realisticamente quotidiano e dialettale in toni scherzosi e burleschi.

Attualmente è latitante in quanto ricercato dalle polizie di mezza Europa

postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:40 | link | commenti
categorie: letteratura, cazzeggi, cacopedia, hashimoto

Letteratura cacopedica: Hashimoto tales 5 puntata

Prosegue la saga di Hashimoto e questa volta, approfittando degli approfonditi studi di Pasquale Joimbo Caiazzo, il famoso poeta dialettale nippo-torrese che nella sua mai troppo lodata opera "Ma che ve crerite che tu ca nun chiagne e chiagnere me fai chesta notte a do' stai.... ovvero Pizze, pezze, kimoni di Resina e kimoncelli di Sorrento", vi esporrò alcuni dei frammenti reperiti nella biblioteca "Kaizimbo Kazombo Hasasosha" .

Frammento n. 1

Avete visti
gli occhi suoi
quando vanno a cercare
la luce del tramonto ?
Ecco arriva il buio
ma la luce brilla.
E volo in mondi paralleli
volo in orbite irrisolte
volo in attimi percorsi.

Commento alla frammento n. 1
Hashimoto corre sulla moto nell'autostrada a 12 corsie Kioto-Tokio, indossa casco Kakunzo superintegrale color della tortora nel tramonto d'estate.
Egli corre veloce, egli corre a 265 all'ora con la sua fida moto Sashupa 850 Gt ed intanto con la sua penna di bambù traccia sul serbatoio questi versi. La moto color del pesco fiorito in una sera d'estate, con i suoi fari alogeni a doppia carenatura sfonda il buio della notte, lungo l'autostrada Kioto-Tokio a 12 corsie e Hashimoto segue le tracce luminose. Ad un tratto un cozzo (ho scritto cozzo non altro) tremendo, le luci che vedeva non erano quelle della sua Sashupa riflesse nel casco Kakunzo ma le luci di un autoarticolato a 12 ruote, guidato dal samurai in disgrazia Iodo San proveniente in senso inverso. Distratto dalla scrittura dei versi Hashimoto aveva lasciato l'autostrada Tokio-Kioto a 12 corsie ed aveva imboccato la provinciale Kakisho-Lopisho e non si era avveduto del pesante autoarticolato che trasportava 39 tonnellate di barattoli di vernice color verde pisello che dovevono servire a tinteggiare le pareti del villaggio turistico Haihai Halpitushi dove si sarebbe tenuto il XXI Festival Mondiale degli Haiku. Tutta la vernice si spande sull'intera pianura di Kakisho mentre il povero Hashimoto dall'urto viene lanciato in orbita.

Frammento n. 2
Quando l'estate opprime
e solo una cicala
canta silenziosa
sotto l'ombra
di un ciliegio
lei mi sorride
lei sole del domani

Commento al frammento n. 2
Dopo avere percorso diverse orbite ellittiche Hashimoto crolla su un albero di pesco fiorito, mentre Okisho Pornisho, Direttore del Villaggio turistico, insieme all' imbianchno Arisho Pittesho cercano di recuperare la vernice dispersa nella pianura. Intanto l' autista Iodo San impugnando la sua fida katana ha inseguito da terra Hashimoto nelle sue orbite per fargli pagare il fio del tremendo cozzo ( ho scritto cozzo.... ). Durante le orbite Hashimoto ha notato una cicala cantante e le ha dedicato i versi. Quando precipita al suolo in prossimità del ciliegio in fiore si rende conto che non si tratta di una cicala, essa appariva tale dall'alto, ma di un gigantesco insetto di nome Haikuzzilla mutante perchè ha ingoiato tutti barattoli di vernice verde pisello. Davanti a tale mostro Tashimoto si inginocchia, celebra il rito dell'adorazione del sole d'estate e dona in sacrificio la sua fida katana. Haikuzzilla incazzata come una iena della pianura di Sishampo urla a Hashimoto "Sempre co sta fida katana te ne vuoi uscire ....!" e lancia via la fida katana che va ad infilzare il povero Iodo San che, impugnando anche lui la sua fida katana, sopraggiungeva in quel momento. Ed ora le fide katane sono due ...

C'essema fa male cu sti cazze i katane?

postato da: mianonnaincarriola alle ore 20:05 | link | commenti (2)
categorie: racconti, letteratura, cazzeggi, cacopedia, hashimoto
domenica, 04 giugno 2006

E' vero o falso ?

Tanaka Atsuko

Denki fuku, 1956 Nasce nel 1932 a Osaka e, giovanissima, collabora con il gruppo Zero. Nel 1954 è tra i fondatori del gruppo Gutai, che ha dato vita a una vera rivoluzione dell'arte contemporanea giapponese, con azioni e performances assolutamente innovative, arrivando a volte ad anticipare analoghe esperienze europee e americane.
In una famosa azione del 1956 Tanaka realizza e indossa Denki fuku, un abito di lampadine accese e fili elettrici, un'esperienza che scuote il pubblico.

E' una cacopedia VERA!
postato da: mianonnaincarriola alle ore 19:43 | link | commenti (7)
categorie: arte, cacopedia

Letteratura cacopedica : Hashimoto tales 4 puntata

Grazie alle ricerche compiute da Nicola Soshupa Caccavale noto studioso della poesia nippo-napoletana siamo in grado di pubblicare questo exscursus del Caccavale nel periodo poesonzo della poesia di Hashimoto e della sua allieva prediletta Tashodato

Frammento n. 1
Solo un tozzo di pane di soia
Solo un chicco di riso
Solo un goccio di sakè
E queste lacrime silenziose,
affogheranno
nel tuo sorriso.
e rinascerai gabbiano di scogliera.

Note al frammento n. 1
Hashimoto nel giorno della festa dei giaggioli fioriti lungo la riva del fiume Kazè si fa vento con un ventaglio di carta di riso e canna di bambu e impreca contro l’atroce destino che nel giorno della festa gli ha provocato una furibonda scarica di diarrea costringendolo ad una dieta ipoproteica.
Tashodato lo consola danzando la danza della luna che si specchia nel pozzo dei cilegi in fiore, indossando un corto kimono giallo che le lascia scoperte le graziose terga, e con parole dolci poetando invita Hashimoto ad armare il fiero gabbiano.
Malgrado sia debilitato Hashimoto ha una furibonda erezione ma in quel momento passa a volo radente il vecchio Pakiuro il gabbiano principe delle scogliere del golfo di Fankiulo.


Frammento n. 2
Solo così respirerò la pace
e allevierò le pene...
altra frana, adesso,
non potrebbe seppellirmi
sull'argenteo sentiero del sogno

Note al frammento n. 2
Il vecchio Pakiuro sofferente di stitichezza stimolato dai versi di Tashodato sommerge il povero Hashimoto con un mega scagazzo settimanale. .
Sommerso dal cumulo gabbianesco il povero Hashimoto non si perde d’animo ed invita la dolce Tashodato a continuare la danza e la poesia.


Frammento n. 3
- È solo un sogno! –
- È solo un sogno! –
La realtà è una sofferenza per chi attende amore
Se devo pensare a tutto questo
stasera non ho proprio voglia di tormentarmi
Ed allora tu tenero marinaio
Volami nel cuore
io saprò aspettare,
quando sarà il momento
ti terrò stretta a me

Note al frammento n. 3
Questo frammento è opera della dolce Tashodato che eccitata dalla brezza marina chiede al vecchio Hashimoto di godere . Ma Hashimoto dopo quella erezione frustrata dalla frana gabbianesca , è assente al richiamo dei sensi ed allora la bella Tashodato ricorre alle grazie del giovane marinaio Pisesho che non si fa pregare. Hashimoto roso dalla gelosia impugna la fida katana per darsi la morte ma inciampa nel guano gabbianesco ed infilza la bella Tashodato e il giovane Pisesho che in quel frangente erano inconfondibilmente in fase di accoppiamento (insomma stavano scopando come ricci).
E così finì la poetessa Tashodato.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 18:25 | link | commenti
categorie: letteratura, sfottò, cacopedia, hashimoto
sabato, 03 giugno 2006

Letteratura cacopedica : Hashimoto tales 3 puntata

Dopo il drammatico incidente di Hashimoto con il pisello affettato dal bieco Shamoisho o pappone, credevate di esservi liberati del facitore di haiku.
No questi a volte ritornano, anzi i facitori di kaiku non vanno mai via.

Ed ecco altri frammenti di epoca successiva alla drammatica dipartita e che sono stati reperiti questa volta dal Samurai /Guappo e cartone/ Carte e tressette/briscola tre tre e napoletana a coppe Mashito Toshite Sheshito Pelluokkio Pasquale Quagliarulo di origine afragolese-kiotana

Ma veniamo a questa nuova sequenza di frammenti della scuola poetica di Hashimoto

Frammento n. 1
In sella alla moto color del pesco
non cade il prode Hashimoto
corre il prode Hashimoto
sulla moto color del pesco
senza casco e senza pesce

Note al frammento n. 1

Hashimoto ha comprato una moto color del pesco e corre al mercato del pesce ma trova solo merkisho e il kakoshi due frutti di mare uno color verde che fa fare dei rutti tremendi, l'altro color viola che provoca diarrea irrefrenabile.
Incazzato come un bufisho incazzato, il famoso bufalo degli hainu, Hashimoto estrae la fida katana e si avventa con un urlo verso il malcapitato pescivendolo Pescasho Roh Marisho Epusillipesho e con un perfetto fendente gli fa saltare i "fetentissimi" (Pescasho era noto per lavarsi una volta all'anno). Visto la perdita  Hashimoto , vendicativo come tutti  i poeti di haiku, ha  la fissa  di taglia  piselli  cosmico.
Inseguito dai parenti di Pescasho, Hashimoto monta in moto ma nella fuga dimentica il suo fido casco sul quale sono incisi i 326 haiku che Hashimoto ha dedicato alla sua moto.
Alla lettura degli haiku i parenti di Pescasho crollano al suolo privi di sensi.

Frammento n. 2
Arisho vorrei che tu Lasho e Radosho ed io
fossimo presi da un mancamento
e portati su un bel vasello
e di li lungo la rotta dei giaggioli in fiori
condotti dalla bella Hikurisha
e fu subito sega e colori

Note al frammento n. 2
Hashimoto insieme a suoi amici Arisho, Lasho e Radosho dopo una partita a Monopoli dove Hasmimoto ha barato spudoratamente: gli toccano sempre i Viola, Parco dei giardini fioriti a primavera con fiori di ciliegio , fiori di pesche. fiori giaggioli e fiori ciclamini ( e che c... sta scritto tutto questo sulla cartuscella monopolesca)   e Parco della Vittoria del divin vento imperiale Banzai Nippon, si imbarcano sul traghetto per l'isola dei leoni marini in amore sugli scogli color delle alghe di novembre. Durante il viaggio i quattro poeti di kaiku si sfidano ad una gara di haiku. Il comandante irritato li lancia a mare e vengono salvati da Hikurisha, un donnone di 180 chili lottatrice di sumo e titolare di una falegnameria. Salvi si, ma devono lavorare al banco delle seghe, costruire 780 armadi di legno di ciliegio e dipingerli a fiorellini rosa.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 16:12 | link | commenti
categorie: letteratura, sfottò, cacopedia, hashimoto

Tanto per essere precisi !

postato da: mianonnaincarriola alle ore 00:20 | link | commenti (9)
categorie:
venerdì, 02 giugno 2006

Letteratura cacopedica: Hashimoto tales 2 puntata

Dopo l’analisi testuale dei versi di Hashimoto incuriosito dal tema mi sono messo alla ricerca sul web
E come si suol dire chi cerca trova

Ed ecco altri frammenti reperiti da Oshiro Poshiro Caccavale il noto critico letterario nippo- napoletano che tanto ha contribuito alla diffusione dell’haiku a Napoli e della sceneggiata napoletana in Giappone.
Voglio solo ricordare una sapida ricerca di Oshiro “Il teatro NO e Isse , Esse e o Malamente”

Ma veniamo a questa nuova sequenza di frammenti di Hashimoto

Frammento n. 1
All'ombra del pesco oramai sfiorito
cadono le foglie cadono gli anni...
la vezzosa Hainomaru è fuggita nella notte
a me la fida katana
che i miei giorni si perdano ....

Note al frammento n. 1

Hashimoto vuol darsi la morte con la fida katana ed ha raccolto intorno a se i discepoli della scuola di haiku che si celebri il supremo sacrificio haikuzzando.
E cosi haikuzzando l’ingegno e cibandosi di germogli di biancospino ripieni di carote gialle, i vari discepoli tirano fuori 876 haiku che l’editore Ali di rondine pubblicherà su agili ed eleganti volumetti in carta di riso Gerisho Scotisho San .
Il vincitore della tenzone è il poeta Arisho Tekisho Burisho con 545 Haiku tutti in ordine alfabetico che trattano delle specie di alberi di ciliegi. Gli haiku di Arisho sono usati come anestetico naturale dall’ospedale di Kioto. .

Frammento n. 2
Mi illumino di incenso
son finiti i miei giorni vani...
ed è subito cera

Note al frammento n. 2
Hashimoto ,impugna la fida katana e vuol fare harakiri ma i suoi discepoli Arisho Tekisho Burisho e Forishomoto Lorisho si lanciano su di lui e gli strappano la poco fida katana.
Nell’urto la katana dalla lama affilata recide con un taglio gli onorevoli gioielli di famiglia di Arisho Tekisho Burisho. Per vincere la delusione ora Arisha Tekisha Burisha scrive 1234 haiku tutti al femminile.

Frammento n. 3
Noci i tuoi gioielli
ora volano nel vento discepolo Harisho
essi vibrano come erba sotto il soffio
di un vento gentile,. perduti son
son caduti fra l'erba
ed un gatto chiazzato ne fe piatto

Note al frammento n. 3
Scampato all’harakiri grazie al devoto Arisho ora Arisha Hashimoto gli dedica questo frammento.
Arisha dopo la perdita dei gioielli abbandona l’arte del poetare e diviene la gheisha più ricercata del quartiere Sekon Inin Hanglian .

Frammento n. 4
stelle luminose sulle tue natiche
un respiro si mescola
e qualcosa cresce
le stelle pellegrine arrossiscono .

Note al frammento n. 4
Hashimoto vide le belle chiappette della bella Harisha correre nel giardino sotto la luna, e si innamora perdutamente di lei ma il gestore delle grazie della vezzosa, il nippo –napoletano Shamoisho o pappone dopo avere sacrificato un merluzzo, taglia il pisello del povero Hashimoto ....con una fida katana…e no Shamoisho usava le Gillette Blu bilama....
E il pisello del povero Hashimoto fini in una scatoletta di cibo per gatti.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 23:51 | link | commenti (1)
categorie: racconti, sfottò, cacopedia, hashimoto

Letteratura cacopedica: Hashimoto tales 1 puntata

I critici letterari più avveduti ed attenti non smettono di meravigliarsi della recente fortuna massmediologica che sta avendo Hashimoto dopo tanti anni di oscurità.

La solita Maria Juana Maroquin della Università di Medellin , che pubblicò anni orsono una validissima sintesi di tutta la poesia contemporanea a Hashimoto nella collezione "Haiku, tanka, katana e catene mas que cazz ve fumados",  ed il suo sodale Ludiwig Von Kazzemberg autore dello studio più aggiornato e documentato "La poesia nippo che s'adda fa pe campà io schifo ste cagate ma son costretto a scriverle”.
Leggiamoli un attimo.
La Maroquin scrive: "Per la poesia di Hashimoto appare evidente che la sua fortuna non sia da attribuire alla frequentazione del poeta con la vezzosa Tashodato ma al valore insito della poesia"  Von Kazzemberg  aggiunge:"La vita di Hashimoto è quanto di più semplice si possa considerare. I suoi versi parlano per lui" .

FRAMMENTO n. 1
Fetenti stalle
piangono rugiada al
canto dei bovini
Traccio rotte e
nel cuore porto segni
all'infinito.
Obliqui raggi
mi dipingono.


Note al Frammento n. 1
I critici letterari si sono scervellati per anni, i maggiori esperti di esegesi hashimotiana hanno scritto pagine per interpretare questa insolita e misteriosa liirica.
Solo Catello Pishiro Casatiello il più  vecchio studioso di Hashimoto sin dall'epoca dell'infanzia ne ha dato la corretta interpretazione.

Hashimoto si sveglia all'alba e si reca dal suo lattaio ma prima di arrivarci deve attraversare i campi dei ciliegi a stelle e strisce, dei peschi del sol levante gobba calante e luna calante,  e dei giaggioli della luna crescente gobba a ponente. Per onorare la festa del Giaggiolo in fiore, Hashimoto ha indossato il suo elegantissimo Kimono rosso papavero degli stilisti Korce & Katana .
Hashimoto passeggia lentamente, si ferma ad ammirare i nespoli in fiore e le stalle del suo amico Kaziuro Sishomusho. Un olezzo colpisce le nari del poeta che impugna la sua penna di bambù e sul taccuino in carta di riso Scottiskin traccia i versi ispirati. Dal fondo della stalla in quel momento appare il toro nippo-napoletano "Partone e bastimente pe terre assai luntane canta a buordo so Okinaviani" che eccitato dal kimono rosso infilza il povero Hashimoto nella terga.
Hashimoto colpito, è scaraventato lontano e dal dolore non trattiene le lacrime. Una profonda ferita a forma di cilegio in fiore attraversa le natiche del poeta. Sarà un ricordo perenne.

postato da: mianonnaincarriola alle ore 23:41 | link | commenti
categorie: letteratura, sfottò, cacopedia, hashimoto
giovedì, 01 giugno 2006

Ho ricevuto una mail

Da: ecologisti La mia homepage: http://ecologisti.splinder.com Il mio profilo Contattami Blocca questo utente
Oggetto: la mamma dei cretini è sempre in cinta
Data: 1 Giugno, 2006 - 14:35


viste le amenità del signore che posta sul nostro sito la redazione ha deciso di bloccare questo utente. Per capire di cosa si tratta non serve aggiungere altro basta visitare il suo sito al seguente indirizzo:http://www.splinder.com/mediablog/mianonnaincarriola

Cosa ho fatto per suscitare tale  reazione ...

 su di uno loro post  che cita due articoli  del TEMPO  e dl IL  GIORNALE   ho commentato così :  

demenziale e comico
La mia homepage: http://mianonnaincarriola.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mianonnaincarriola

Nel merito di questo boicotaggio: sono indicibili e ignoranti .... INCINTA si scrive tutto attaccato e questo  basta a definirli!

Ho firmato il contratto per il mio nuovo libro e qualcuno dirà chi se ne frega

Ieri mattina a Roma ho firmato il contratto per il mio nuovo libro con l'editore AZIMUT Questa è la Web page dell'editore: clicca qui

L'uscita del libro è prevista per dicembre/gennaio.

Ora è partita la fase di editing....

il titolo?

LA TANA DEL SALMONE

Il titolo e il nucleo di partenza del romanzo (circa 300.000 caratteri spazi inclusi) nascono da questa poesia

Memorie

Ore profonde
della notte
si aprono
i cancelli
della mente

Si mescolano
ricordi
si scompigliano
memorie

Eventi
Emozioni
Volti
impilati
etichettati
archiviati
scivolano dalle loro cavità

I guardiani del tempo
sono assopiti
ed il pensiero risale la corrente
vecchio salmone impudente

Dalle cascate
del passato
precipitano
reperti
confusi

Una insalata di memorie
il cimitero sulla collina
i morti nelle miniere
la maestra con il grembiule nero
il tendone del circo
una lunga fila
senza regole
preme
cerca di entrare

Gli amori
persi
creduti dimenticati
luccicano
come restaurati a nuovo

Dolori
cancellati
diluiti dal tempo
luccicano
come restaurati a nuovo

Parole
dissipate
consumate dagli anni
luccicano
come restaurate a nuovo

Tutto
su un unica retta
Realtà
monodimensionale
passato
presente
futuro

Resta sullo sfondo
un luce
tenue
leggera
tremolante

Sei tu

Ora son svegli
i guardiani del tempo

Si argina
il magma
indistinto.

E questo è quanto...... Per ora !
postato da: mianonnaincarriola alle ore 12:37 | link | commenti (5)
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