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E' la foto di mio figlio Andrea di molti anni fa. Ora ha un blog anche lui, dategli una occhiata. Ora è uno splinderiano anche lui


ANTIMAFIA2000
24 dicembre 1955, ho compiuto da poco 10 anni
E' la vigilia di Natale ma è una vigilia diversa dal solito. Da almeno un mese in camera da pranzo oltre al buffet, al contro buffet e al presepe che papà ha "apparecchiato"come al solito in un angolo, c' è un aggeggio nuovo:la televisione. Su un tavolino metallico troneggia un cassone di legno con due manopole di bachelite e uno schermo grigio, ha un nome tedesco, Telefunken. Papà ha detto: per la tecnologia ai tedeschi devi cedere il passo.
Il coso è acceso da stamattina e si vede solo un disegno rotondo, ho letto sul Radiocorriere che si chiama monoscopio, con triangoli e righe ed una scritta nera RAI. I programmi inizieranno alle otto e mezza e questa vigilia finiamo presto di mangiare, prima del solito. Alle otto tutti schierati e alle otto e trenta una signorina con i capelli che sembrano un elmetto da soldato ci guarda tutti negli occhi e dice ....
Iniziò tutto così ...
Il primo programma che ho visto quella sera?
Un film di Jean Renoir con Jean Gabin ed Eric Von Stroheim ...
Il titolo : La Grande Illusione .
UNA VERA PROFEZIA
Ed il sabato successivo la camera da pranzo è piena di gente, i vicini, ma anche i lontani per vedere Lascia o Raddoppia con il signor Maike che fa domande difficilissime a strani personaggi che sanno tutto di pochissimo. Ed alla fine chi risponde vince più di cinque milioni che per allora erano quasi cinque anni di stipendio di papà.
In quel serraglio di stranezze l'unico normale è il signor Maik, tra l'altro somiglia tanto al giornalaio sotto casa.
Ed uno così lo si fa entrare volentieri a casa.
Allora avevo 10 anni, ma dopo più di mezzo secolo non ho cambiato idea.
Ciao Signor Maik, che la terra ti sia lieve.
Buon sangue non mente
E continua nella sua battaglia contro la cattiva informazione
LE MASSAIE
Il termine massaia non si sentiva più da qualche decennio, per lo meno con la frequenza ossessiva di questi ultimi tempi, sostituito dal più moderno casalinghe tant’è che è stata creata la federazione delle casalinghe, che si è istituita la polizza assicurativa per le casalinghe e non la federazione delle massaie, la polizza assicurativa per le massaie. Ci ha pensato l’attuale presidente del Consiglio a riportare in auge il termine massaia riferendosi alle donne di casa, “perché le massaie possano fare una spesa intelligente e fare crescere l'economia”.
E' sul termine massaia che mi viene l’orticaria. Perché? Perché massaia è il femminile di massaio, voce derivata e non primaria. In alcune enciclopedie, al termine “massaia” c’è solo l’indicazione “vedi massaio”.
“Massaio, voce dotta del tardo latino, derivata da “massarius (m)”, a sua volta derivato da “massa (m)” che significa ammasso, mucchio nel senso di podere, tenuta. Massaio è il conduttore di un podere, di cui presiede ai lavori e cura il bestiame”. Nel 1865, il Codice Civile lo inserisce in una legge indicando che è “colui che coltiva un fondo col patto di dividere i frutti col locatore, geograficamente si chiama anche mezzaiuolo, mezzadro, massaro, colono”. Con il termine massaio, anticamente erano indicati, nelle varie regioni, anche custodi, esattori, tesorieri, amministratori delle pubbliche entrate o di rendite private, economi e contabili. Proprio per queste professioni, era diventato sinonimo di persona economa, avveduta, buona amministratrice dei propri beni. In seguito, solo in seguito, si è avuta la “massaia” come donna che tiene il governo e l’amministrazione della propria casa. Massaio lo ritroviamo nei Promessi sposi, dove il Manzoni ci dice che, dopo aver messo gli occhi su Lucia, Renzo era diventato massaio, prima di lui Boccaccio ci racconta che un tale “in letizia con lei (la sua donna), miglior massaio fatto terminò gli anni suoi”, Machiavelli scrive “Che io non fussi buon massaio delle vostre lettere”, insomma erano tutti massai al maschile, accorti amministratori di qualcosa, la massaia è arrivata dopo, una seconda scelta.
Torniamo all’orrendo massaia: non mi piace perché mi fa ricordare una donna “tirata insieme” in qualche modo e mi fa ricordare le Massaie rurali del Ventennio.
Il regime , dopo aver sistemato ed irregimentato tutti i giovani, con le relative divise, si rivolse anche alle donne, non più giovanissime , che lavoravano nei campi e creo' le Massaie Rurali. Non fu creata una vera e propria divisa, ma solo il un foulard da testa, in cotone 90 x90 , con il testone del Duce, sempre con l'elmetto, tanti fascetti e spighe di grano.
Cosi le massaie rurali poterono partecipare alle adunate oceaniche con il vestito da festa, in qualche caso con i costumi regionali e quel bel foulardone.
Si posizionavono di solito ai lati delle strade di fronte ai loro mariti i
quali invece avevano la vanga, con la punta metallica rivolta in alto, per
applaudire l'arrivo del federale o altro gerarca.
Date una occhiata ai cinegiornali Luce, per chi non ha vissuto il periodo,
sembrano cose incredibili.
Ed ora il termine torna in auge.
E la cosa non mi piace per nulla.
Buon sangue non mente
Anche mio figlio Andrea ci cimenta con il Web e come è giusto che sia non ha timore di farsi nemici
www.lebufaledigrumonevano.com/Index.html
La vicenda del bando di fucilazione dei partigiani
Nell'estate del 1971 alcuni storici dell'Università di Pisa rinvennero negli archivi del comune di Massa Marittima la copia anastatica di un manifesto, a firma di Giorgio Almirante, che riportava quanto segue:
« PREFETTURA DI GROSSETO
UFFICIO DI P. S. IN PAGANICO
COMUNICATO
Si riproduce testo del manifesto lanciato agli sbandati a seguito del decreto del 10 Aprile.
"Alle ore 24 del 25 Maggio scade il termine stabilito per la presentazione ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed appartenenti a bande. Entro le ore 24 del 25 Maggio gli sbandati che si presenteranno isolatamente consegnando le armi di cui sono eventualmente in possesso non saranno sottoposti a procedimenti penali e nessuna sanzione sarà presa a loro carico secondo quanto è previsto dal decreto del 18 Aprile. I gruppi di sbandati qualunque ne sia il numero dovranno inviare presso i comandi militari di Polizia Italiani e Tedeschi un proprio incaricato per prendere accordi per la presentazione dell'intero gruppo e per la consegna delle armi. Anche gli appartenenti a questi gruppi non saranno sottoposti ad alcun processo penale e sanzioni. Gli sbandati e gli appartenenti alle bande dovranno presentarsi a tutti i posti militari e di Polizia Italiani e Germanici entro le ore 24 del 25 maggio. Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena. Vi preghiamo curare immediatamente affinché testo venga affisso in tutti i Comuni vostra Provincia."
p. il Ministro Mezzasoma - Capo Gabinetto
GIORGIO ALMIRANTE
Dalla Prefettura 17 Maggio 1944 - XXII »
Il manifesto in questione venne pubblicato il 27 giugno 1971 dal quotidiano l'Unità col titolo Un servo dei Nazisti. Come Almirante collaborava con gli occupanti tedeschi.
Almirante rispose con un consistente numero di querele, sostenendo che si trattava di «una vergognosa campagna stampa» e di «un'ignobile infamia».
Il procedimento principale, con sede a Roma, venne istruito dai pubblici ministeri Vittorio Occorsio e Niccolò Amato e si articolò lungo il corso di ben sette anni; Almirante oppose un gran numero di eccezioni, ma nel giugno del 1974 vennero rivenute negli Archivi di Stato e prodotte in giudizio inequivocabili prove documentali attestanti la veridicità del documento:
Il procedimento si concluse con il rigetto integrale delle pretese di Almirante nei confronti dei giornalisti de L'Unità, poichè risultava che i giornalisti avevano "dimostrato la veridicità dei fatti e che dunque il manifesto di fucilazione era da attribuirsi proprio ad Almirante
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oppure http://it.wikipedia.org/wi
Il primo nome che esce sarà il nome della band
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Le ultime 4 o 5 parole dell'ultima citazione saranno il titolo dell'album
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Terza foto, non importa quale sia, quella è la copertina dell'album
4 - La prima lettera del tuo nome: usa il primo font sul tuo computer che inizia con la stessa lettera
5 - Monta tutto insieme e salva l'immagine come fosse la copertina di un disco


Assunta si fa il segno della croce, tira fuori una moneta e dalla scansia delle candele prende una candela, la più grossa.
La chiesa è deserta, non si sono ancora fatte vedere le bizzoche per la novena delle quarant'ore
E si avvia verso la sacrestia dove c'è il cancello che porta all'ipogeo, il piccolo cimitero sotterraneo delle cuccetelle
La scala è umida di salnitro e dell'umidità che trasuda dalle pareti.
Una luce fioca, di fianco al grosso crocifisso la teca dove riposa il teschio della cuccetella che Assunta ha scelto come sua protettrice.
Le mancano tutti i denti ed ha al centro della fronte un foro, chissà forse causa della morte, un colpo di spada o forse la consunzione del tempo.
La ragione della scelta è proprio quel foro.
E' lo stesso, nello stesso punto della fronte del suo Giggino, quando lo vide per l'ultima volta sul marmo dell'istituto di medicina legale.
Si avvicina, accende la candela e:"allora 'sta risposta? Me lo vendichi! Non ti bastano le cento candele che ti ho portato?"
Una bava di luce colpisce il cristallo della teca e illumina la cuccetella.
Il foro sdendato della bocca sembra aprirsi in un sorriso.
Assunta . "Grazie ho capito”.
E risale.
Una sirena della polizia l'accoglie all'ingresso della chiesa.
Colpi d'arma da fuoco, nella piazza.
Assunta esce e sul marciapiede, davanti al sagrato, è disteso a pancia all'aria un corpo ricoperto di sangue, tre fori di proiettili in mezzo alla fronte.
Ha gli occhi sbarrati e sembra che la guardi.
Assunta lo riconosce.
E mentre i poliziotti cercano di mantenere lontana la folla di curiosi accorsa, Assunta si avvia verso casa.
Sorride:la cuccetella ha mantenuto i suoi impegni.
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tanto per la cronaca
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domenica 1 febbraio 2009
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ne ore dopo in ospedale. Dopo la sparatoria lo ammanettano agonizzante ed arriva anche una poliziotta bionda con un mitra.E mentre il fotografo scattava un centiniao di foto e camion e furgoni sfrecciavano a pochi metri, il vecchio rapinatore è rimasto ad agonizzare a terra ammanettato e di soccorsi manco l'ombra 

Sgarbi: "Oliviero Toscani ha registrato il marchio Mafia"

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